L’assistenza infermieristica a domicilio
Tra i servizi sanitari oggi più richiesti spicca l’assistenza infermieristica domiciliare, della quale beneficiano soprattutto le categorie più fragili. Per capire i vantaggi apportati dal supporto sanitario fornito da un infermiere presso l’abitazione del paziente, basti pensare che spesso l’unica alternativa sarebbe il ricovero ospedaliero. Grazie a questo paramedico invece molte prestazioni, anche di tipo specialistico, diventano praticabili a casa, proprio come avverrebbe in una struttura sanitaria.
Comoda poi la doppia modalità di erogazione del servizio infermieristico a domicilio: fatte le tue valutazioni, puoi scegliere la più adatta al tuo caso (Approfondimento: “Assistenza anziani a domicilio”). Da un lato c’è quella pubblica dispensata dal SSN, dall’altro le prestazioni private.
La prima è gratuita o elargita dietro pagamento di un ticket. Prevede però un accesso vincolato al possesso di determinati requisiti da parte del paziente. La seconda consiste in un servizio a carico del cittadino. In questo caso il nursing a domicilio è disponibile per chiunque voglia ingaggiare un infermiere privato, con una completa flessibilità del servizio.
Per usufruire al meglio di questa preziosa forma di assistenza domiciliare esaminiamone in dettaglio le caratteristiche, i vantaggi e i costi.


Indice articolo
- 1.In cosa consiste l’ Assistenza infermieristica domiciliare?
- 2.Che servizi medici comprende?
- 3. Quali sono le tipologie di Assistenza infermieristica domiciliare?
- 4.Infermiere domiciliare privato: meglio il singolo freelance o l’agenzia?
- 5.Come richiedere l’ Assistenza infermieristica domiciliare?
- 6.Chi sono i destinatari di questo servizio?
- 7.Quali sono i requisiti per ottenere l’assistenza?
- 8.Quanto costa un infermiere a domicilio?
- 9.Quanto costa una puntura a casa?
- 10.Quanto costa una medicazione a domicilio?
- 11.Quanto costa un infermiere per un prelievo?
- 12.Quanto costa un infermiere per una flebo?
- 13.Quanto costa un infermiere per la notte?
- 14. Quali sono le differenze tra Operatore socio sanitario (OSS) e infermiere a domicilio?
- 15.Cos’è un Infermiere a domicilio, di cosa si occupa?
- 16. Cos’è un Operatore Socio-Sanitario, di cosa si occupa?
- 17.Che altre figure mediche si occupano di questo servizio?
In cosa consiste l’ Assistenza infermieristica domiciliare?
La definizione di assistenza infermieristica domiciliare descrive un vasto insieme di interventi e prestazioni di carattere sanitario (vedi paragrafo seguente) che hanno corso presso l’abitazione del malato. A quest’ultimo viene così risparmiato l’onere di raggiungere le strutture pubbliche, o talvolta private, dove si realizzano i servizi a lui necessarie.
Ad esempio, un semplice prelievo di sangue. Quello effettuato a domicilio ha identico valore del prelievo in ambulatorio (con poche eccezioni dovute a particolari modalità di esecuzione o conservazione del campione che impediscono l’esecuzione a casa). Per chi può muoversi senza problemi non fa quindi nessuna differenza, mentre per quanti mostrano difficoltà a spostarsi il vantaggio delle prestazioni domiciliari è evidente. L’infermiere che se ne fa carico ha ovviamente la medesima abilitazione di quello di reparto. Sovente è la stessa persona, che svolge un’attività mista pubblica-privata.
Ma chi è esattamente l’infermiere? Questa figura esiste nel suo status professionale, dotato di specifiche competenze teorico-pratiche, dal XIX secolo. Il bagaglio culturale era però più modesto di quello attuale.
Nel tempo è stato ridefinito diverse volte, con variabili marcate da stato a stato. Gli italiani avanti con l’età forse ricordano ancora gli infermieri generici (ruolo istituito nel 1974) che si affaccendavano nelle corsie ospedaliere con una siringa in mano o trasportando padelle e pappagalli.
L’evoluzione degli ultimi decenni ha trasformato in modo davvero notevole questo professionista. Oggi chi acquisisce il titolo di Infermiere risulta in possesso di una laurea in Scienze Infermieristiche (più un eventuale Master). Ciò ne eleva in modo notevole le facoltà decisionali e le mansioni di tipo medico-specialistico, fra cui quelle a domicilio.
Buona parte dell’attività infermieristica domiciliare ed ospedaliera infatti un tempo era prerogativa proprio del sanitario, ad esempio l’esecuzione di terapie endovenose. All’inverso altri compiti più generici, prima riservati all’infermiere, ora spettano all’operatore socio-sanitario. Possiamo quindi affermare che il ruolo attuale di questo professionista della salute lo rende perfetto per l’assistenza qualificata a beneficio di un paziente bisognoso di cure sanitarie, monitoraggio e/o esami diagnostici eseguibili presso l’abitazione dell’individuo.
Le principali ricadute positive dell’operato degli infermieri a domicilio appaiono intuibili:
- il malato evita il disagio di una degenza ospedaliera: l’infelicità, lo stress e anche la fatica che accompagnano abitualmente un ricovero si acuiscono nei soggetti più fragili e deboli. Non tutti lo sanno, ma esistono evidenze scientifiche che tale condizione può persino influire negativamente sul recupero dalla malattia;
- la persona riceve assistenza e conforto costanti dai familiari, non vincolati agli orari delle visite a un degente;
- nessun rischio di contrarre infezioni nosocomiali. Questo particolare problema interessa ogni anno un numero rilevante di degenti, in particolare quelli immunodepressi. Le infezioni possibili sono sia micotiche che batteriche e virali. Le più diffuse coinvolgono l’apparato urogenitale (30-40% del totale) e quello respiratorio. Purtroppo non tutte si risolvono con la guarigione. Le statistiche più recenti ci dicono che ogni anno circa 11.000 pazienti in Italia muoiono a causa di un’infezione contratta in ospedale;
- l’assistenza fornita dall’infermiere a domicilio privato è calibrata sui bisogni peculiari della persona. Questo perché il paramedico deve occuparsi di un solo paziente, mentre in una struttura sanitaria i degenti sono diversi;
- per il SSN l’assistenza infermieristica domiciliare, erogata in servizi come l’ADI (Approfondimento: “Assistenza domiciliare integrata: in cosa consiste e requisiti necessari”) costituisce un risparmio di risorse economiche. Poiché tutti i servizi pubblici sono finanziati con le imposte a carico di cittadini e imprese, ne consegue un beneficio indiretto per tutti.
L’assistenza infermieristica a domicilio è molto richiesta dagli anziani

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Che servizi medici comprende?
La gamma delle prestazioni infermieristiche domiciliari è consistente. I servizi praticati con maggiore frequenza sono:
- terapia intramuscolare ed endovenosa;
- trattamento delle stomie: sondino naso-gastrico, urostomie, tracheotomie, etc.
- prelievi ematici e altre forme di raccolta campioni biologici;
- medicazioni semplici e complesse;
- monitoraggio e interventi per la prevenzione/trattamento delle ulcere cutanee che interessano comunemente i pazienti immobilizzati;
- nutrizione enterale e parenterale (si tratta delle 2 forme di nutrizione destinate ai soggetti impossibilitati ad alimentarsi per via orale);
- misurazione dei parametri vitali: frequenza cardiaca e pressione arteriosa, temperatura corporea, frequenza respiratoria e saturazione sanguigna;
- educazione e supporto ai caregivers, che si tratti di familiari o una badante (Approfondimento: “Badante convivente: guida completa per contratti, orari e costi di un assistente domestico“);
- supporto per disturbi dell’alvo (ad esempio tramite clisteri);
- bendaggi con e senza farmaci topici;
- esecuzione di esami strumentali: elettrocardiogramma, spirometria, etc.
- sorveglianza generale del malato.


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Quali sono le tipologie di Assistenza infermieristica domiciliare?
L’infermiere domiciliare può operare nell’ambito di diverse tipologie di assistenza. Ognuna di queste risponde a bisogni e condizioni specifiche:
- assistenza Infermieristica Domiciliare (SID): le prestazioni infermieristiche del SID sono totalmente a carico del SSN. E’ il servizio d’elezione quando il malato deve sottostare a uno o più interventi descritti nel paragrafo precedente ma la cui supervisione e programmazione non comporta la presenza frequente di un sanitario. Non di rado ad operare è un infermiere specialista, ad esempio geriatrico.
• Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). E’ una forma di assistenza dispensata dal SSN riservata ad individui con malattie terminali o gravi patologie. Come la precedente la finalità è la guarigione o la stabilizzazione delle condizioni del soggetto. Prevede un percorso terapeutico/riabilitativo (non sempre associati) con assistenza infermieristica domiciliare, medica e sovente erogata da ulteriori figure (OSS e fisioterapista ad esempio). Il nursing risulterà più o meno assiduo a seconda del singolo caso. Esistono infatti 3 livelli del servizio. Le prestazioni infermieristiche includono: cateterismo, terapia intramuscolare o endovenosa, terapia antalgica, etc. Anche l’ADI è gratuita e ha un termine di scadenza con possibilità di rinnovo. - Assistenza Domiciliare Cure Palliative (ADI UOCP). Si tratta di un servizio gratuito di assistenza domiciliare integrata specifico per malati terminali. In questo caso lo scopo è fornire alla persona un valido supporto per preservare il più possibile la dignità e la qualità della vita. L’infermiere è impegnato in prima linea nella somministrazione di terapie antalgiche, trattamenti con l’ausilio di macchinari (ad esempio ossigeno), raccolta di campioni biologici a scopo diagnostico, etc. Il suo operato è anche in questo caso congiunto a quello di altre figure, fra cui il medico di base e lo specialista palliativista.
- Assistenza infermieristica domiciliare privata. Le prestazioni private, diversamente dalle pubbliche, risultano disponibili 7 giorni su 7 e per tutte le 24 ore; è la famiglia che decide come e quando servirsene. Fra i servizi più richiesti annoveriamo l’assistenza oraria, diurna e notturna, con monitoraggio del malato ed eventuali trattamenti (terapia infusiva, intramuscolare, etc.), i prelievi di sangue e le medicazioni/monitoraggi di lesioni cutanee. Oltre alla comodità degli orari, l’assistenza a domicilio privata risulta connotata da gentilezza, umanità, attenzione alle difficoltà della persona. Ovviamente tutto questo può essere presente anche nei servizi erogati dal SSN, ma in tale ambito l’elevato carico di lavoro dell’infermiere rende talvolta difficile dedicare molte attenzioni al singolo paziente.
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Infermiere domiciliare privato: meglio il singolo freelance o l’agenzia?
Vuoi prenotare un servizio infermieristico domiciliare privato? Allora il quesito che forse ti stai ponendo è come reperirlo assicurandoti qualità, affidabilità e il minimo esborso possibile. Le alternative sono:
- infermiere freelance;
- infermiere tramite un’agenzia che fornisce servizi di assistenza per famiglie, anziani e malati.
Sia nel primo che nel secondo caso può trattarsi di un infermiere dell’ASL che esercita anche la libera professione, oppure di un professionista che lavora esclusivamente con partita IVA. Per il privato, la differenza riguarda la disponibilità, superiore nel secondo caso.
Se ritieni che la persona per cui richiedi assistenza abbia bisogno di un servizio saltuario non vincolato a scadenze programmate rigidamente, non cambia nulla. Se però il servizio deve avere una certa assiduità, e com’è probabile il malato preferisce finché possibile la stessa infermiera, conviene scegliere un professionista privato oppure un’agenzia.
Quest’ultima organizza il lavoro di ogni infermiere in modo da conciliare al meglio le sue esigenze con quelle del cittadino che richiede le prestazioni infermieristiche domiciliari a pagamento. Inoltre si assicura che l’operato del professionista sia all’altezza degli standard di qualità che la famiglia si aspetta.
Vale a dire: cortesia, umanità, disponibilità, efficienza, scrupolosità. Anche puntualità, nei limiti del possibile (date le variabili legate alla sequenza di appuntamenti); in genere le famiglie sono soddisfatte anche per quest’ultimo punto. In particolare se si fa il paragone con il servizio pubblico!
L’efficienza organizzativa, la copertura del servizio assicurata e la qualità non sono gli unici vantaggi dell’agenzia che fornisce servizi di assistenza. C’è anche la sicurezza di poter contare sull’intermediario in caso di problemi. Fatto molto utile, se si considera la delicatezza e l’importanza del servizio. Com’è ovvio l’infermiere freelance può offrire un operato ineccepibile, ma le incognite sono certo maggiori. Anche perché la domanda di infermieri privati è molto elevata. Potendo selezionare quando e a chi erogare i propri servizi, un freelance potrebbe scartare le richieste meno “appetibili”.
L’agenzia per l’assistenza infermieristica domiciliare privata presenta solo vantaggi? Un aspetto negativo c’è. Le tariffe sono in genere più alte. Ciononostante molte famiglie preferiscono la serenità di un servizio impeccabile.
Infermiera si prende cura di un’anziana disabile a domicilio

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Come richiedere l’ Assistenza infermieristica domiciliare?
L’accesso ai servizi infermieristici a domicilio privati risulta naturalmente molto semplice. E’ sufficiente contattare un centro o un infermiere che esercita la libera professione, informarsi sulle tariffe e accordarsi su orari e prestazioni.
La fruizione dell’assistenza a domicilio di un infermiere dispensata dal Servizio Sanitario Nazionale invece appare subordinata alla decisione del curante di base. Il sanitario è anche in grado di stabilire quale tipologia di assistenza risulta idonea per il soggetto. L’iter burocratico può variare, ma in genere prevede la compilazione di una richiesta inoltrata dal medico oppure dal cittadino al distretto sociosanitario di appartenenza. Oltre allo sportello territoriale dedicato oggi qualunque ASL prevede la comoda modalità telematica.
Quando le prestazioni infermieristiche rientrano nel contesto di un piano di assistenza più complesso come l’ADI, la valutazione del medico di base oppure dello specialista ospedaliero non è sufficiente. Solitamente occorre un esame da parte della commissione costituita nell’Unità di Valutazione Multidisciplinare (anche in questo caso il percorso burocratico può variare in base alle disposizioni regionali). Se l’esito è positivo viene preparato un piano di assistenza individuale. Una volta che il paziente o il tutore l’ha accettato il servizio può avere inizio.
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Chi sono i destinatari di questo servizio?
L’assistenza domiciliare infermieristica tramite il SSN rientra nell’ambito dei LEA, acronimo dei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti in Italia. In parole povere, indica il diritto di ognuno a ricevere le cure necessarie a preservare o recuperare la salute (in alternativa, a sopravvivere nelle migliori condizioni possibili in caso di malattie terminali incurabili). Tale diritto è valido indipendentemente dalla propria ubicazione.
L’infermiere a domicilio dispensa un servizio LEA classificato come assistenza distrettuale. Vale a dire che viene erogato sul territorio, distinguendosi così dall’assistenza ospedaliera. Le prestazioni infermieristiche che ne fanno parte sono rivolte a:
- cittadini anziani non autonomi;
- soggetti gravemente disabili;
- portatori di patologie croniche invalidanti durante le fasi acute;
- malati terminali;
- soggetti convalescenti e bisognosi di terapie dopo ricovero ospedaliero (o in analoga struttura);
- bambini affetti da malattie croniche e in una concomitante situazione di difficoltà sociale.
In conclusione, le prestazioni domiciliari fornite da un infermiere interessano gli individui che non sono in grado di recarsi negli ambulatori. Questo può avere come causa un’obiettiva difficoltà di movimento, un deficit psichico e/o, in taluni casi, ad esempio quando i beneficiari sono i bambini, la mancanza di un accompagnatore disponibile.
Infermiere offre conforto a un paziente anziano

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Quali sono i requisiti per ottenere l’assistenza?
Per ottenere l’assistenza infermieristica domiciliare dispensata dal SSN occorre il rispetto di 5 requisiti.
- Una documentata fragilità che impedisce di recarsi nelle strutture sanitarie.
- Trattandosi di un’alternativa al ricovero ospedaliero e alle prestazioni ambulatoriali il soggetto bisognoso dell’assistenza di un infermiere a domicilio deve trovarsi in uno stato di salute idoneo a ricevere il servizio. Vale a dire che, stante la necessità assistenziale, devono risultare assenti quelle criticità che non potrebbero essere trattate efficacemente a casa.
- Inoltre è importante che l’individuo possa contare su un aiuto continuativo da parte dei familiari o di un caregiver professionale. Questo perché la SID non fornisce un supporto fisso per le 24 ore. Nella maggior parte dei casi poi occorre la collaborazione di un terzo, ad esempio quando per monitorare i parametri vitali agli intervalli programmati.
- Consenso scritto del paziente o del tutore legale a sottostare al piano di cura stabilito.
- L’ultimo requisito da considerare per poter richiedere i servizi domiciliari di un infermiere riguarda l’alloggio, che deve mostrarsi adatto all’esecuzione delle prestazioni infermieristiche.
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Quanto costa un infermiere a domicilio?
L’infermiere domiciliare inviato dall’ASL non è a carico del cittadino bensì del SSN. Abbiamo precisato “inviato dall’ASL” perché può capitare che la famiglia richieda una prestazione extra all’infermiere del SSN quando questi è fuori servizio. In tal caso è bene sapere che se il paramedico accetta di fornire suddette prestazioni, ha diritto a esigere un compenso proprio come un infermiere privato.
E appunto l’infermiere a pagamento che viene a casa, quanto costa invece? Dipende dal servizio richiesto. Esiste un tariffario nel quale le varie prestazioni domiciliari sono calcolare in base al tempo e alla complessità del singolo intervento. Vediamo le più comuni.

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Quanto costa una puntura a casa?
L’iniezione intramuscolare o sottocutanea domiciliare risulta in assoluto uno dei servizi infermieristici privati più richiesti. Ti diciamo subito che la tariffa base varia in modo considerevole da una località all’altra.
Dove il costo della vita è maggiore lo è di pari passo questa prestazione. Influisce però anche la maggiore o minore presenza di infermieri domiciliari privati sul territorio. In questo caso, la numerosità agisce come calmiere dei prezzi.
Tenendo conto di tali dati notiamo che a Milano il prezzo di una puntura a casa parte in genere da 40-50 €, mentre a Venezia l’esborso appare dimezzato. A Firenze si scende anche sotto i 20 €, mentre a Torino si attesta poco sopra i 20. Attenzione alla maggiorazione in relazione alla distanza dell’abitazione dal punto di partenza dell’infermiere.
Questa pratica può subire fluttuazioni tariffarie, ma è comunque consolidata. Chi abita nell’estrema periferia di una provincia quindi potrebbe pagare la puntura più cara, e avere maggiori difficoltà a reperire un infermiere disponibile. Con le agenzie invece il servizio in genere è garantito.
Praticamente in ogni città la tariffa subisce un rincaro del 20% o più se l’infermiere deve praticare un’iniezione domiciliare in orario serale o nelle giornate festive. Spesso viene anche conteggiato a parte il materiale (siringa, butterfly, etc.)
Cicli continui di terapia intramuscolare domiciliare potrebbero consentire un ritocco al ribasso della tariffa: chiedere non costa nulla, è consigliabile farlo. E, per evitare sorprese sgradite, al momento di informarsi è bene capire se la tariffa indicata include l’IVA oppure no, nonché il materiale.
Misurazione della pressione da parte di un’infermiera a domicilio

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Quanto costa una medicazione a domicilio?
Un’altra prestazione infermieristica domiciliare molto richiesta è la medicazione. In realtà è più esatto parlare di medicazioni, perché ne esistono di semplici e complesse. Le prime, meno impegnative, non presentano perdita di sostanza organica né infezione. Data la relativa facilità di esecuzione non richiedono necessariamente una prestazione infermieristica: anche un OSS è abilitato a occuparsene.
Per calcolare il costo di una medicazione semplice bisogna considerare la provincia in cui si richiede il servizio, l’orario della prestazione (c’è incremento nelle orari serali e festivi) e anche l’ubicazione dell’abitazione. Al crescere della distanza rispetto alla sede infermieristica infatti può conseguire un aumento della tariffa.
Dicevamo delle differenze tra città e città. Per fare qualche esempio, a Milano il prezzo parte da € 30-40, a Firenze da € 30, a Bologna e Modena si sale sopra ai 40 euro. Anche in questo caso al momento della prenotazione conviene chiedere se la tariffa è conteggiata con o senza IVA.
Più costosa la medicazione complessa. Si tratta di un tipo di intervento studiato per proteggere la lesione e, grazie all’impiego di particolari materiali, favorirne la cicatrizzazione. Si applica alle ustione, ulcere da decubito, ferite chirurgiche importanti, etc. Data la natura della prestazione, talvolta il preventivo viene fatto in base al singolo caso.
Il motivo risiede nella natura del tariffario dei servizi infermieristici domiciliari. Quando il singolo intervento richiede un tempo più lungo, il prezzo sale. Nel caso della medicazione complessa, la sede e la tipologia della medesima possono determinare una durata della prestazione più o meno lunga.
Diversamente dalle altre prestazioni incluse nell’assistenza infermieristica domiciliare, nel caso della medicazione complessa si evidenzia un tariffario più uniforme tra le varie province. Per esempio a Milano in zona centro si parte da € 55-60, così come a Torino, Genova, Lucca, Firenze e Venezia. A Bologna il prezzo base è lievemente inferiore, partendo dai 50 euro.
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Quanto costa un infermiere per un prelievo?
Ampia forbice di prezzi anche per il prelievo di sangue a domicilio. Tra una provincia e l’altra le diversità si dimostrano molto marcate. A titolo di esempio, osserviamo che un infermiere che esegue un prelievo ematico a casa a Milano e Bologna in orario diurno/feriale percepisce un compenso che parte da € 30, che salgono a € 38 a Torino e scendono a € 25 a Verona e Firenze.
Nota che si tratta di prezzi di base indicativi e che alcune variabili possono alzare il totale. In primis:
- l’IVA (chiedere se è inclusa nella tariffa preventivata);
- il costo orario dell’infermiere (solitamente il prezzo risulta accorpato, ma può capitare che un listino di prestazioni infermieristiche domiciliari all’apparenza conveniente sia da intendersi dissociato);
- l’orario (sera/festivi comportano un rincaro);
- materiale per il prelievo (come per il costo orario, può risultare già conteggiato oppure no);
- distanza (in genere città e cinta urbana hanno costo standard, al di fuori di queste aree esiste una maggiorazione. Nelle metropoli viene calcolato il chilometraggio.);
- infine, chiedi sempre se la consegna del referto analisi è a parte. Di solito oggigiorno non cambia nulla, essendo la refertazione comodamente dematerializzata (arriva tramite email).
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Quanto costa un infermiere per una flebo?
Nell’ambito dell’assistenza infermieristica domiciliare la terapia infusiva si distingue come un genere di prestazione dalle tempistiche estremamente variabili. Per alcune flebo la durata è di 5-10 minuti, mentre per altre si tratta di ore. La procedura richiede attenzione, esperienza e capacità tecniche: un insieme di requisiti che ben descrivono la responsabilità dell’infermiere. Un’esecuzione maldestra infatti può comportare svariati problemi: flebite, dolore, reazioni sistemiche, etc.
Può quindi capitare che, valutando la complessità di questa prestazione infermieristica domiciliare, alcuni centri e freelance propongano un tariffario basato non soltanto sul tempo di esecuzione (nota che l’infermiere deve rimanere in presenza), ma anche sul genere di farmaco iniettato per via endovenosa.
A Milano e Bologna, per esempio, il costo base per una flebo domiciliare parte da circa € 35, mentre a Torino e Venezia da circa € 55 e a Firenze da circa € 50. Come per gli altri servizi erogati da un infermiere a casa le tariffe indicate sono puramente indicative, e conviene accertarsi che il prezzo dichiarato sia “chiavi in mano”. Quando il malato necessita di un ciclo di flebo molto lungo o di cicli periodici sovente è possibile ottenere uno sconto.
Misurazione della pressione da parte di un’infermiera a domicilio

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Quanto costa un infermiere per la notte?
Ingaggiare un infermiere per le veglie notturne comporta una domanda: qual è il costo di tale servizio? Che è senza dubbio utilissimo per malati e anziani con determinate necessità assistenziali. Ad esempio terapie infusive fisse, prelievi o test diagnostici cadenzati, o ancora monitoraggio costante, a cui può conseguire un qualche intervento d’emergenza.
La notevole responsabilità e il mancato riposo notturno sono però onerosi. E l’orario lavorativo appare lungo: il servizio di assistenza standard dura 10 ore. L’orario d’inizio è dalle 20 in poi, in genere h 20-6 oppure h 21-7, in qualche caso h 22-8. E’ quindi inevitabile che la remunerazione per le prestazioni infermieristiche domiciliari notturne tenga conto di tutto ciò.
In genere il costo di un infermiere per la notte è superiore ai 180 euro. Chi vive in provincia o anche in periferia potrebbe subire un rincaro del prezzo per via della trasferta. Fra una città e l’altra le disparità si rivelano anche stavolta notevoli.
Bisogna però notare che rispetto ad altre prestazioni, le tariffe infermieristiche risentono della disponibilità di altre figure professionali come OSS e badanti (Approfondimento: “Breve guida per assumere una badante: Quanto costa mediamente e quali contratti si applicano per l’assistenza domiciliare”). Il servizio con infermiere è più qualificato, ma in molti casi assistenti familiari e OSS possono farne le veci. Ad esempio, quando la persona da assistere ha bisogno di sola compagnia, oppure di un caregiver vigile che sia in grado di eseguire un monitoraggio continuo dello stato dell’assistito ma senza interventi di tipo sanitario.
In qualche caso l’assistenza infermieristica domiciliare notturna non serve per l’intera notte ma soltanto per il tempo utile a svolgere una specifica prestazione, come ad esempio un prelievo di sangue. In questo caso la tariffa oraria applicata presenta una maggiorazione rispetto alla tariffa diurna. In genere il rincaro è del 20%, con un ulteriore ritocco qualora la prestazione sia richiesta in una notte festiva.
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Quali sono le differenze tra Operatore socio sanitario (OSS) e infermiere a domicilio?
Due figure chiave nell’assistenza di anziani, malati e disabili presso le loro abitazioni sono l’operatore socio sanitario (Approfondimento: “Operatore Socio-Sanitario a domicilio”) e l’infermiere a domicilio.
Entrambi offrono un servizio di assistenza fondamentale per molte categorie di soggetti, ma lo fanno con ruoli e mansioni diversi, sovrapponibili soltanto in piccola parte.
Il primo realizza un supporto di tipo socio-sanitario, con attenzione prevalente al benessere psicologico, all’igiene (sia della persona che dell’ambiente in cui vive) e al mantenimento di una quotidianità il più possibile dignitosa e serena. L’infermiere d’altro canto eroga prestazioni in cui l’aspetto saliente è di stampo sanitario. Provvede quindi a praticare terapie prescritte dal medico, ad effettuare esami diagnostici e via dicendo.
Infermiere e OSS impegnati nell’assistenza a domicilio spesso collaborano, com’è evidente per esempio nell’Assistenza Domiciliare Integrata. Per capire meglio, approfondiamo le rispettive mansioni di competenza.
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Cos’è un Infermiere a domicilio, di cosa si occupa?
L’attività di un infermiere a domicilio come già precisato è di tipo sanitario. Può essere molto varia, dipendendo in modo prevalente dalle prescrizioni mediche e dal paziente. In linea generale possiamo dire che le tipologie d’intervento presentano:
- finalità diagnostiche: vi rientrano gli esami strumentali come l’elettrocardiogramma, l’elettrocardiogramma dinamico (anche detto holter), spirometria, sondaggio gastrico duodenale (anche utilizzato a scopo nutrizionale), raccolta di campioni biologici come urine, feci e saliva, prelievo di sangue, preparazione a determinati esami (ad esempio con clistere in caso di rettoscopia), misurazione della saturazione ossigeno, controllo della pressione e del battito cardiaco, misurazione della glicemia.
- Finalità curative e preventive: bendaggi e medicazioni semplici e complesse, gestione delle stomie, monitoraggio e trattamento delle ulcere cutanee, terapia iniettiva intramuscolare ed endovenosa, gestione dell’alvo, nutrizione per vie alternative (riservata a paziente non in grado di alimentarsi per via orale), posizionamento, cambio e rimozione cateteri, ventilazione strumentale manuale o tramite maschera.
Oggi fra le competenze dell’infermiere rientra anche la telemedicina. Si tratta di una nuova frontiera che scavalca il divario tra assistenza ospedaliera/ambulatoriale e domiciliare. I servizi disponibili da remoto con il tele nursing (il termine indica esattamente l’assistenza infermieristica da remoto) sono diversi.
Spiccano: il controllo del malato, l’educazione dei suoi caregivers, la consultazione e il triage, ossia la classificazione della gravità della condizione clinica di un soggetto per impostare la priorità nella gestione delle emergenze.
Infermiere specialista durante un servizio a casa di una paziente

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Cos’è un Operatore Socio-Sanitario, di cosa si occupa?
L’operatore socio-sanitario è una figura professionale istituita nel 2001. Si prefigge lo scopo di provvedere alle necessità primarie dei soggetti fragili (anziani, disabili, malati) per favorirne l’autonomia e il benessere globale. La sua attività può avere corso sia nelle strutture sanitarie (ospedali, case di cura, centri di riabilitazione) che nelle RSA/case di riposo, o ancora presso il domicilio dell’individuo. Così come l’infermiere, ha la facoltà di lavorare sia nel settore pubblico che privatamente.
Le prestazioni dell’OSS includono:
- aiuto per la pulizia e vestizione della persona;
- cucinare e somministrare i pasti;
- sostegno nella deambulazione e nell’uso di stampelle, carrozzina per disabili, girello o altro;
- offrire il conforto della propria vicinanza emotiva all’assistito per combattere il rischio di ansia e depressione;
- affiancamento e stimolo affinché la persona si dedichi ai suoi hobbies e attività in modo da mantenersi attiva sia fisicamente che mentalmente;
- monitoraggio durante l’utilizzo di semplici devices elettromedicali;
- osservazione delle condizioni generali dell’assistito, e quando occorre comunicazione all’equipe sanitaria di quanto rilevato (ad esempio comparsa di tosse, febbre, etc.);
- vigilanza relativa all’assunzione delle terapie farmacologiche;
- esecuzione delle prescrizioni salutari, mediche e dietetiche di competenza. Ad esempio l’operatore socio sanitario ha cura che il paziente con pressione sanguigna alta segua una dieta iposodica come indicato dal sanitario, oppure che eviti la caffeina se questa gli è stata vietata;
- igienizzazione degli ambienti e dei dispositivi elettromedicali, etc.
Un aspetto poco noto concernente il lavoro dell’OSS riguarda il ventaglio complessivo di mansioni di competenza: alcune differiscono da regione a regione.
Per chiarire: in Lombardia l’operatore può eseguire lo stick glicemico, in altre regioni no. Anche la misurazione dei parametri vitali (temperatura, pressione, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, saturazione ossigeno) è un territorio “grigio”. In genere l’OSS non sarebbe abilitato all’esecuzione, ma nella pratica di reparto lo fa di frequente.
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Che altre figure mediche si occupano di questo servizio?
L’assistenza infermieristica domiciliare non è l’unica forma di supporto che un individuo può ricevere a casa propria. Ne esistono infatti altre tipologie che vedono coinvolte diverse figure sanitarie. Piuttosto comunemente i servizi che prestano si integrano con il nursing domiciliare. Stiamo parlando di:
- medico di base
- medico specialista
- fisioterapista
- dietologo/nutrizionista
- logopedista
- psicologo
- operatore socio assistenziale
Il medico di famiglia (o il pediatra) è la figura più rappresentativa dell’assistenza domiciliare. Infatti è tenuto a visitare i propri assistiti a casa quando si realizzano contemporaneamente 2 condizioni: la richiesta del paziente e la non trasferibilità del medesimo. L’evenienza può dimostrarsi occasionale oppure il curante, per pazienti anziani e/o non deambulanti, può constatare la necessità di visite periodiche. Sovente queste si accompagnano ad altri bisogni assistenziali (ad esempio prelievi ematici domiciliari) per i quali il curante può richiedere l’attivazione del SID (come già precisato, l’acronimo indica il servizio infermieristico domiciliare).
Il sanitario specialista a domicilio può operare in regime privato oppure tramite il SSN, come è il caso dell’ospedalizzazione domiciliare (OAD). Come indica la definizione stessa, si tratta di una forma di assistenza che segue o risulta alternativa a un ricovero. È riservata a pazienti con patologie importanti quali tumori e scompenso cardiaco acuto.
Chi deve seguire un percorso riabilitativo (giusto per citare un esempio possiamo pensare a chi ha subito un ictus e deve recuperare le funzioni neuro-motorie danneggiate) può beneficiare delle prestazioni di un fisioterapista domiciliare. Occorre la prescrizione del fisiatra/ortopedico o altro specialista, ed è un servizio che può essere erogato dal SSN o come prestazioni private.
Sovente soggetti allettati con particolari esigenze dietetiche, come può essere il caso di diabetici e/o obesi, hanno bisogno di un intervento dietetico e nutrizionale mirato. Anche in quest’evenienza l’assistenza domiciliare è un’opzione praticabile. In alcune regioni, in questo come in altri ambiti, si sta affermando inoltre la telemedicina.
Il logopedista a domicilio si rende utile quando c’è un individuo con disturbi del linguaggio/o di deglutizione. Questo può avvenire per molteplici ragioni: lesioni nervose da malattie neurodegenerative, ischemie o traumi, per incompleto sviluppo delle aree cerebrali coinvolte nella comunicazione (ovviamente interessa soggetti nell’età evolutiva), per tumori che hanno interessato le corde vocali o altre sedi anatomiche coinvolte nella fonazione, etc. Il suo compito consiste quindi nella rieducazione alla corretta comunicazione verbale, con esercizi mirati e suggerimenti per l’adozione di comportamenti efficaci. I cicli di sedute logopediche vengono richieste da uno specialista: neurologo, otorinolaringoiatra, etc.
La psicoterapia domiciliare è perlopiù un servizio privato che interessa i soggetti di qualunque età con disturbi quali ansia, depressione, stress, fobie. Com’è facile intuire tale prestazione richiede un’oggettiva difficoltà di spostamento per il paziente. Questo può avere come causa una patologia fisica ma anche un problema psichiatrico come l’agorafobia. Rispetto al passato anche più recente, oggi lo psicologo a domicilio è un servizio con una domanda sostenuta. Un fattore che probabilmente incide è l’ammortizzazione della spesa grazie al bonus psicologo, elargito dall’INPS a chi ne fa richiesta e possiede i requisiti di accesso. Questi ultimi consistono nella residenza italiana e nell’ISEE fino a € 50.000.
L’operatore socio assistenziale è una “variante” dell’operatore socio sanitario. Non si tratta, naturalmente, di una figura medica, ma è un altro possibile protagonista dell’assistenza domiciliare. Nel caso del supporto a casa, il suo ruolo riguarda in particolare l’agevolazione dell’inserimento o reinserimento sociale per soggetti in difficoltà, evento che ad esempio può avere luogo in seguito a gravi incidenti o patologie invalidanti.
Inoltre, come l’OSS, si occupa della casa, dei pasti, del monitoraggio dell’assistito, della sua cura personale relativamente alla vestizione, igiene, movimentazione, etc.
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