• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
Servizi Badanti per te

Servizi Badanti per te

servizi badanti: ti aiutiamo a trovare la giusta colf o badante per la tua assistenza domiciliare

  • Home
  • Chi siamo
  • Blog assistenza famiglie
Contattaci

Operatore Socio-Sanitario a domicilio

Ti trovi qui: Home / Blog assistenza famiglie / Operatore Socio-Sanitario a domicilio

4 Dicembre 2024 by Emadober

L’Operatore socio sanitario domiciliare

Nell’ambito del caregiving, una delle figure chiave è l’operatore socio-sanitario a domicilio. Si tratta di un professionista preparato per svolgere molteplici mansioni calibrate sulle esigenze quotidiane del singolo individuo. Questi può essere un anziano, un malato o un disabile. Con il suo operato l’OSS ne favorisce il benessere fisico, psichico e sociale consentendogli una permanenza sicura fra le mura domestiche.

Nell’assistenza a casa l’operatore socio sanitario domiciliare può intervenire sia facendo capo ai servizi sociali del comune di appartenenza del soggetto che tramite servizio privato. Nel secondo caso è ovviamente la famiglia stessa ad assumerlo.

Chiunque abbia necessità di un supporto socio-sanitario presso la proprio abitazione (Approfondimento: “Assistenza anziani a domicilio”) dovrebbe conoscere questa figura professionale, il suo scopo e le sue caratteristiche. Vediamo di fare chiarezza su tutto quanto lo riguarda.

oss con anziano in carrozzina
Operatore socio-sanitario aiuta anziana in carrozzina
operatrice socio sanitaria pettina anziana
Una OSS pettina l’anziana che accudisce a domicilio

Indice articolo

  • 1.Chi è l’Operatore Socio-Sanitario e quali sono il suo ruolo e compiti
  • 2.I requisiti necessari richiesti a un candidato Operatore Socio Sanitario
  • 3.Quali sono gli studi e le competenze di un OSS
  • 4.Quali sono le mansioni di cui si occupa?
  • 5.Che figure va a sostituire un OSS?
  • 6.La figura dell’OSS equivale a quella di infermiere?
  • 7.Quando richiedere i servizi di un Operatore Socio-Sanitario
  • 8.A chi è rivolto questo servizio?
  • 9.A chi rivolgersi per trovare un Operatore Socio-Sanitario?
  • 10.Principali differenze tra OSS e badante
  • 11.Quali sono i prezzi di un OSS a domicilio
  • 12.OSS con il Servizio Sanitario Nazionale
  • 13.OSS a domicilio privato
  • 14.Chi ha diritto all’assistenza domiciliare gratuita?
  • 15.OSSS: Operatore Socio-Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria
  • 16. Principali mansioni di competenza dell’OSSS
  • 17.Paga oraria di un OSSS

 

Chi è l’Operatore Socio-Sanitario e quali sono il suo ruolo e compiti

L’istituzione della figura professionale dell’operatore socio-sanitario è figlia del nuovo millennio: risale infatti all’inizio del 2001. In quell’anno, un accordo tra 2 Ministeri (Sanità e Solidarietà Sociale), Regioni e Province Autonome ha portato alla definizione di una nuova figura destinata a sostituire e accorpare altri operatori provenienti sia dall’area sanitaria che dall’area sociale.

Ne sono stati anche definiti competenze e ambito d’intervento, più altri elementi come la collaborazione multi disciplinare. Lo Stato ha lasciato però un certo margine decisionale alle Regioni, a cui spetta organizzarne la formazione.

Questo fa sì che da una Regione a un’altra le mansioni che spettano all’OSS possano variare lievemente.

Quanto al luogo di lavoro, oltre all’operatore socio-sanitario a domicilio troviamo l’OSS attivo nei reparti nosocomiali, nelle case di riposo ed RSA, negli ambulatori, etc. Il suo servizio nelle strutture sanitarie è gestito dall’infermiere supervisore (Approfondimento: “Assistenza infermieristica domiciliare”), mentre sul territorio la supervisione spetta in genere all’assistente sociale.

L’operato a diretto contatto con la persona bisognosa di aiuto gli consente di realizzare il proprio servizio in svariate forme, ciascuna correlata al soddisfacimento dei cosiddetti bisogni primari e quotidiani dell’individuo fragile. Ad esempio quelli legati all’alimentarsi, muoversi, lavarsi, ma anche avere un contatto umano positivo, qualcuno col quale comunicare e dal quale ricevere conforto. Il tutto sia lavorando in prima persona che collaborando in modo armonioso con le altre figure impegnate nell’assistenza alla persona: infermiere, medico di base, specialisti, fisioterapista, familiari, etc.

È facile evincere che quello dell’operatore socio-sanitario è un ruolo delicato. Affinché realizzi le finalità attese occorrono diversi requisiti. In particolare una predisposizione naturale al contatto con le persone fragili, una robusta dose di empatia, un equilibrio interiore che possa bilanciare un vissuto così vicino a situazioni spesso permeate da dolore e sofferenza. E, naturalmente, una formazione adeguata.

Operatore assistenziale e anziana durante una passeggiata
operatore assistenziale accompagna una anziana

 

Voglio un preventivo e informazioni sui vantaggi dei vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 1 ————

I requisiti necessari richiesti a un candidato Operatore Socio Sanitario

E’ certo tranquillizzante per le famiglie che usufruiscono dell’assistenza di un operatore socio-sanitario a domicilio sapere che ha una reale attitudine a occuparsi delle categorie più fragili. Infatti i corsi formativi per OSS, organizzati dalle Regioni e Province Autonome tramite enti accreditati, risultano a numero chiuso. La selezione prevede:

  • maggiore età (alcune Regioni accettano iscrizioni anche da soggetti con 17 anni compiuti);
  • Licenza di Scuola Secondaria di Primo Grado oppure di Scuola Secondaria (questo requisito varia da Regione a Regione). Se il titolo di studio risulta conseguito all’estero occorre allegare la Dichiarazione di Valore;
  • reale predisposizione a lavorare con soggetti fragili;
  • adeguata padronanza della lingua italiana (per gli stranieri);
  • permesso di soggiorno in regola (per gli stranieri);
  • residenza nella Regione in cui ha luogo il percorso formativo.

E l’età massima per fare il corso? Ebbene, al riguardo non esistono indicazioni. In effetti, molte persone che si sono ritrovate senza lavoro dopo i 50 anni hanno risolto diventando operatori socio-sanitari. Con alto indice di gradimento da parte di chi cerca OSS a domicilio. Il motivo? L’età più matura appare (a ragione o a torto) una migliore garanzia di serietà e senso di responsabilità.

oss in un servizio a domicilio
Compagnia e conversazione: compiti fondamentali per un OSS a domicilio
oss conforta anziana con demenza iniziale
Una OSS si prende cura di una persona affetta da demenza iniziale

 

Voglio un preventivo e conoscere i servizi che offrite

Torna all’indice dei contenuti

———— 2 ————

Quali sono gli studi e le competenze di un OSS

Chi riceve assistenza da parte di un operatore socio-sanitario a domicilio può domandarsi se la preparazione del medesimo è sufficiente a ricoprire un ruolo tanto delicato. La risposta è sì.

L’aspirante OSS, come abbiamo visto, deve possedere requisiti tali da poter espletare efficacemente il suo ruolo. Altrettanto importante, segue un percorso formativo che gli fornirà tutti gli strumenti per occuparsi al meglio delle persone fragili.

La durata complessiva del corso completo, che in genere è a pagamento, va dai 12 ai 18 mesi. Le ore totali, variabili da una Regione all’altra, ammontano a 1.000-1.200. Il possesso di crediti formativi idonei consente però di imboccare una “scorciatoia”. Questo vantaggio spetta ad esempio ai diplomati con indirizzo “Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale” oppure “Servizi socio-sanitari”, agli operatori OTA, etc.

In ogni caso è bene rammentare che c’è obbligo di frequenza. Potranno partecipare all’esame finale solo coloro che hanno frequentato almeno il 90% delle lezioni e delle esercitazioni. Questo garantisce una formazione allineata ai compiti che spettano al futuro operatore socio-sanitario.

Il piano di studi è deciso a livello regionale. Nonostante la variabilità da una Regione a un’altra gli elementi comuni, solitamente presenti, risultano:

  • nozioni di anatomia e fisiologia;
  • igiene della persona, delle apparecchiature e degli ambienti;
  • elementi di primo soccorso;
  • riconoscimento dei bisogni assistenziali;
  • nozioni di psicologia, psicologia socio-relazionale e geriatria;
  • tecniche di comunicazione verbale e non verbale;
  • tecniche di movimentazione della persona non autonoma;
  • principi base di igiene degli alimenti;
  • etica professionale;
  • legislazione sanitaria e sociale;
  • profilo professionale dell’operatore socio-sanitario;
  • tecniche di animazione per soggetti bisognosi di assistenza e a rischio di isolamento;
  • disposizioni generali concernenti la protezione e sicurezza dei lavoratori;
  • conoscenze di base per l’utilizzo dei sistemi informatici.

Questo bagaglio di conoscenze teoriche, affiancato dal tirocinio, ha lo scopo di fornire al futuro operatore socio-sanitario a domicilio ed ospedaliero le necessarie competenze:

  • tecniche: consentono all’OSS di occuparsi concretamente dei bisogni primari della persona (muoversi, mangiare, etc.);
  • professionali: nonostante la supervisione dell’assistente sociale o dell’infermiere, l’operatore ha un suo margine decisionale e un compito di monitoraggio. Questo gli permette di valutare le necessità assistenziali del soggetto e modulare di conseguenza il proprio comportamento;
  • di relazione: tali abilità hanno una doppia valenza. Da un lato, un operatore socio-sanitario a domicilio e nelle strutture sanitarie interagisce con gli altri membri del team di assistenza (medici, infermieri, fisioterapisti, colleghi, etc.). Deve perciò essere capace di gestire tali rapporti e la comunicazione correlata. Non meno importante, dall’altro lato l’OSS deve mostrare adeguata empatia verso i soggetti che assiste. Parte del suo supporto consiste infatti nell’ascolto e sostegno psicologico. In tali frangenti l’operatore deve mostrare il giusto equilibrio tra la partecipazione emotiva e l’autocontrollo necessario ad arginare lo stress personale che scaturisce dal contatto con la sofferenza altrui.

E’ bene sapere che il successo della formazione è vincolato non solo al mero profitto negli studi e alla frequentazione assidua delle lezioni. Occorre infatti che lo studente abbia mostrato durante il corso un’idoneità psico-fisica nonché attitudinale/comportamentale rispetto al ruolo che dovrà rivestire.
Se questi requisiti sono presenti, lo attende un esame obbligatorio, il superamento del quale comporta l’acquisizione della qualifica di OSS.

La medesima diventa spendibile in tutta la UE per operare in ambito pubblico o privato. Ad esempio presso ospedali, case di riposo, strutture di riabilitazione o infine come operatore socio-sanitario a domicilio o in altri presidi territoriali.

E le offerte formative alternative? Se ti stai documentando sulle competenze di un operatore socio-sanitario a domicilio, googlando avrai scoperto che esistono altre possibilità. Sul web infatti si ritrovano anche corsi online, senza contare quelli promossi da alcune scuole private e organizzazioni sul territorio. Il costo talvolta è più a buon mercato dei corsi ufficiali.

Ma nessuno, tranne quelli accreditati dalle Regioni, da diritto al riconoscimento della qualifica! Insomma, al momento di scegliere la persona che accudirà un familiare è bene prestare attenzione per evitare errori (tra l’altro, considera che gli studi prevedono un’ampia parte di esercitazioni pratiche e tirocinio, incompatibili con la formazione a distanza.)

Cerchi un operatore socio-sanitario a domicilio capace, referenziato, che personalizzi l’assistenza secondo i tuoi bisogni e con diploma riconosciuto? Usa il nostro network professionale per selezionarne uno!

Rivolgendoti a noi puoi trovare:

Operatori socio-sanitari, infermieri e infermieri specialisti, colf, accompagnatori per anziani automuniti e badanti  di livello AS, BS, CS e DS, con referenze documentate e disponibili sia a ore che per convivenza. 

Voglio un preventivo e conoscere i vostri servizi di assistenza domiciliare

Torna all’indice dei contenuti

———— 3 ————

Quali sono le mansioni di cui si occupa?

Le mansioni di competenza degli operatori socio sanitari a domicilio (o anche in altri ambiti) risultano variegate, includendo:

  • misurazione dei parametri vitali (pressione arteriosa, saturazione ossigeno, polso, frequenza respiratoria, temperatura) e relative alterazioni;
  • sostegno per la deambulazione e mantenimento di una postura adeguata;
  • promozione della socializzazione delle persone assistite;
  • creazione e/o incentivi inerenti lo svolgimento di hobbies ed esercizi mnemonici, affinché i soggetti mantengano le loro capacità intellettive. Questo, con particolare riguardo per chi subisce un decadimento cognitivo a causa di malattie come l’Alzheimer (Approfondimento: “Assistenza per malati di Alzheimer: Il ruolo della badante e le cure domiciliari”);
  • conforto emotivo e compagnia;
  • aiuto per la pulizia della persona (dall’igiene quotidiana al taglio di unghie, capelli e barba, etc.), dei devices elettromedicali e degli ambienti;
  • supporto per l’alimentazione, la vestizione ed altre attività quotidiane di base che il soggetto non riesce a espletare in autonomia;
  • trasporto dei campioni biologici e sanitari;
  • esecuzione di medicazioni semplici.

L’insieme di questi compiti comporta l’interazione e sovente la supervisione del personale sanitario o, sul territorio, dell’assistente sociale. E’ fondamentale che l’operatore sappia coordinarsi con medici, infermieri, assistenti sociali e colleghi al fine di offrire un livello assistenziale elevato.

Nel caso dell’operatore socio-sanitario a domicilio si aggiungono i contatti con i familiari degli assistiti. E in caso di problematiche che rischiano di intaccare la serenità dei rapporti parentali, come ad esempio nella malattia di Parkinson (Approfondimento: “Assistenza domiciliare per malati di Parkinson: una scelta consapevole”), l’OSS deve adoperarsi per facilitare le interazioni affettive del soggetto.

Ancora maggiori competenze riguardano l’OSSS (operatore socio-sanitario specializzato), una versione più evoluta di questa figura professionale che esamineremo più avanti.

OSS al domicilio di un’assistita
operatore oss

Torna all’indice dei contenuti

———— 4 ————

Che figure va a sostituire un OSS?

L’istituzione del ruolo professionale degli OSS ha avuto corso con l’intenzione di riunire in un’unica figura le competenze tecniche e professionali di altri operatori. Più precisamente degli OTA (operatori tecnici dell’assistenza) attivi in ambito ospedaliero, e degli ASA (ausiliari socio-sanitari), impegnati nel favorire l’integrazione sociale dei soggetti più fragili.

Gli OTA, sotto la supervisione del caposala, si occupavano di:

  • aiutare nella somministrazione dei pasti;
  • trasportare materiali biologici e sanitari secondo le procedure indicate;
  • rifare i letti liberi;
  • accompagnare i pazienti in carrozzina o tramite barella;
  • lavare il materiale da sterilizzare;
  • coadiuvare i pazienti non autonomi portandoli al bagno o aiutandoli per l’espletamento delle funzioni fisiologiche a letto, con successiva igiene e cambio di biancheria;
  • igienizzare letti, apparecchi, tavoli e comodini;
  • garantire il comfort degli assistiti procurando coperte, cambio della biancheria e altre semplici mansioni;
  • allertare il personale di reparto in caso di urgenze riguardanti i pazienti.

Il corso per qualificarsi come operatore tecnico dell’assistenza aveva una durata di circa 700 ore, tirocinio incluso. Lo stipendio mensile medio era inferiore a quello dell’OSS. Oggi questa figura sta scomparendo e non esistono più corsi di qualificazione, anche se in ambito privato alcuni OTA sono ancora attivi. Esistono in compenso corsi specifici di riqualificazione che permettono a tali operatori di diventare OSS.

Gli ausiliari socio-assistenziali svolgono un’attività diurna perlopiù residenziale. Come per gli operatori socio-sanitari a domicilio gli assistiti sono soggetti fragili come anziani e disabili. I servizi di supporto di loro competenza intendono supplire alle carenze delle persone seguite relativamente alla cura personale (igiene, nutrizione, movimento, etc.) e della casa. Il loro ruolo assomiglia molto insomma a quello della badante a ore (Approfondimento: “Badante non convivente: Assistenza notturna, diurna a ore o full time?”).

Diversamente dall’OTA, la figura professionale dell’ASA non è un mero retaggio del passato. In Lombardia ad esempio vengono ancora organizzati corsi formativi di circa 800 ore tirocinio incluso. E’ anche possibile sfruttare i crediti formativi per acquisire la qualifica di operatore socio-sanitario in tempi relativamente brevi.

L’unione delle competenze OTA-ASA consente agli OSS di fornire un’assistenza più completa e qualificata. Inoltre lo stipendio più alto costituisce un incentivo per attirare candidati verso una professione ad oggi largamente richiesta. E con l’aumento dell’età media, tutto lascia pensare che la domanda di operatori socio-sanitari rimarrà notevole anche in futuro.

Voglio un preventivo e informazioni sui servizi che offrite

Torna all’indice dei contenuti

———— 5 ————

La figura dell’OSS equivale a quella di infermiere?

Le competenze e le mansioni dell’operatore socio-sanitario si distinguono senza dubbio da quelle dell’infermiere. Non possiamo quindi dire che la figura dell’operatore socio sanitario corrisponde a quella infermieristica.

Il primo si occupa delle necessità primarie e basilari, fisiche e psicologiche, dei soggetti fragili, svolgendo le mansioni descritte in precedenza.

Il secondo, che possiede una laurea, fornisce prestazioni sanitarie di tipo curativo, riabilitativo, palliativo e preventivo anche di elevata specializzazione. Per questo ha un margine di autonomia decisionale e una responsabilità molto più ampi di quelli dell’operatore socio-sanitario.

Quest’ultimo in effetti, in ambito ospedaliero, risponde del suo operato proprio all’infermiere o al caposala. Tale stato di cose è una costante ovunque, pur trovandosi differenze di grado modesto da una Regione a un’altra, imputabili alle mansioni di competenza dell’OSS che in alcune aree sono più ampie e in altre meno.

Nel caso dell’operatore socio-sanitario specializzato la differenza con l’infermiere si attenua leggermente, ma permane.

La disparità fra il lavoro dell’operatore socio-sanitario domiciliare oppure impegnato in una struttura sanitaria e quello di un infermiere in servizio ospedaliero o territoriale si riflette anche sui rispettivi stipendi. Com’è facile intuire, la differenza non è poca. A titolo indicativo, il divario medio risulta di 700-800 euro o più. Divergenti anche le prospettive di accedere ad altri ruoli.

Per l’OSS esiste la possibilità di specializzarsi come OSSS (vedi oltre), che è una sorta di, potremo dire, “quasi infermiere”. Per l’infermiere c’è l’opzione di qualificarsi come caposala, infermiere esperto oppure infermiere specialista.

Non bisogna però pensare che operatori socio-sanitari e infermieri abbiamo 2 ruoli antitetici. Al contrario, le rispettive figure professionali risultano integrate l’una con l’altra. Quando assistono un soggetto fragile quale può essere un anziano, un disabile o un paziente terminale, l’OSS rende l’esistenza dell’assistito il più dignitosa, sicura e confortevole possibile, mentre l’infermiere si adopera per mantenere o migliorare la salute del soggetto e prevenire le patologie.

oss a casa chi può richiederlo cosa fa e come ingaggiarlo
A chi è utile e quali sono i compiti dell’OSS

 

Operatrice socio-sanitaria specializzata a domicilio
osss a domicilio

Voglio un preventivo e ricevere informazioni sui vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 6 ————

Quando richiedere i servizi di un Operatore Socio-Sanitario

Le prestazioni dell’operatore socio-sanitario a domicilio e ospedaliero sono rivolte alle categorie più fragili come gli anziani. Il momento di richiederne i servizi arriva quindi con la constatazione di uno stato di effettiva necessità. Vale a dire, quando la persona dimostra una riduzione della sua autonomia, evidente in vari modi:

  • difficoltà ad alimentarsi ad esempio per problemi motori o a seguito di grave declino cognitivo;
  • incapacità a provvedere alla propria igiene personale (soggetti allettati, senescenza avanzata…);
  • impedimenti a una normale deambulazione o rischio di cadute;
  • impossibilità a relazionarsi adeguatamente con gli altri a causa di deficit intellettivi (demenza, arteriosclerosi avanzata, etc.);
  • inadeguatezza ad affrontare la quotidianità per stati depressivi gravi, tossicodipendenza, gravi patologie;
  • carenze nella gestione domestica.

Al verificarsi di una o più delle condizioni descritte l’intervento di un operatore socio-sanitario a domicilio può rivelarsi salvifico. La persona potrà recuperare o quantomeno migliorare la propria esistenza senza doversi trasferire in una casa di riposo o struttura analoga.

Voglio un preventivo e informazioni sui vantaggi dei vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 7 ————

A chi è rivolto questo servizio?

 

L’insieme dei servizi prestati dagli OSS si rivolge alle diverse categorie di soggetti fragili sul versante sanitario e/o sociale. Vale sia per coloro che necessitano di un sostegno a causa di deficit e disagio permanenti che per quanti stanno vivendo condizioni invalidanti o socialmente difficili ma temporanee. Nel novero rientrano:

  • anziani non autosufficienti oppure che vivono situazioni di isolamento o degrado sociale;
  • disabili;
  • individui con problemi psichiatrici;
  • soggetti con patologie da dipendenza;
  • soggetti in età evolutiva con disturbi del comportamento;
  • pazienti ospedalieri;
  • portatori di patologie che comportano alterazioni della mobilità, dello stato di coscienza o dell’autonomia di base (ad esempio i malati terminali);
  • persone che necessitano di trattamenti ambulatoriali.

L’attività dell’operatore socio-sanitario a favore di queste categorie può realizzarsi ovunque sia utile. Ad esempio presso il domicilio, negli ospedali pubblici e privati, nelle case di riposo ed RSA, nei SERT, nelle comunità alloggio, nei centri diurni, etc.

Voglio un preventivo e conoscere i vantaggi dei vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 8 ————

A chi rivolgersi per trovare un Operatore Socio-Sanitario?

Sia l’operatore socio-sanitario a domicilio che quello attivo nelle strutture sanitarie possono operare in ambito pubblico o privato. La distinzione si riflette sull’iter da seguire per usufruire delle prestazioni dell’OSS.

Iniziamo dal servizio pubblico. I soggetti fragili (condizione che deve risultare documentata) possono avere assistenza da parte di un OSS nell’ambito di un piano assistenziale definito SAD (servizio di assistenza domiciliare).

Per avviare la procedura occorre l’intervento di un assistente sociale. Quando un soggetto anziano (o comunque fragile) presenta difficoltà socio-sanitarie viene infatti preso in carico dai Servizi Sociali. I medesimi possono decidere di fornirgli un supporto domiciliare con OSS una volta che sono stati verificati i requisiti del soggetto. Questo comporta (almeno) la disamina della documentazione attestante la condizione di disagio sociale e/o non autosufficienza e una visita a domicilio dell’assistente sociale.

La segnalazione ai Servizi Sociali municipali può essere fatta dal diretto interessato o dai parenti. Quando se ne ravvisa la necessità, però, anche da terzi: vicini di casa, personale sanitario, etc.

Veniamo adesso all’operatore socio sanitario privato. L’ingaggio in questo caso non appare vincolato a particolari requisiti di ridotta o assente autonomia. L’assunzione privata è inoltre ben più pratica, per la famiglia, in termini di orari di servizio. Nota infatti che l’OSS inviato dall’ASL opera in fasce temporali prestabilite, richiedendo talvolta un certo adattamento da parte del beneficiario del servizio.

Idem per il monte orario settimanale. Sera e notte per esempio sono escluse con l’OSS inviato dall’ASL. Mentre in caso di prestazioni private la famiglia può accordarsi facilmente per la copertura degli orari e gestione di eventuali straordinari.

Analoga flessibilità per trovare la persona adatta. Può capitare infatti che un pur bravo operatore socio-sanitario a domicilio non abbia una robusta sintonia con un assistito fisso. Ebbene, privatamente puoi garantirti una ricerca a tuo piacimento dell’OSS idoneo.

L’assistenza privata con operatore socio-sanitario a domicilio pone però un quesito: a chi rivolgersi per ottenerla? Naturalmente, assicurandosi un servizio affidabile e di qualità. Le alternative sono:

  • agenzia privata di assistenza domiciliare: garantisce la copertura del servizio, può gestire gli aspetti correlati come la contabilità, rimane un punto di riferimento per qualunque problema dovesse presentarsi e, soprattutto, si preoccupa della qualità delle prestazione ricevute dalla famiglia;
  • cooperativa di assistenza: anche tramite cooperativa il servizio generalmente è coperto ed esiste facilmente la possibilità di chiedere straordinari quando occorrono. Le tariffe inoltre sono di solito più basse di quelle praticate dalle agenzie, ma attenzione. Dietro alla convenienza possono celarsi condizioni economiche poco favorevoli per l’operatore socio-sanitario a domicilio. Perciò questi può essere poco motivato professionalmente. Risultato: un servizio meno accurato e rischio di licenziamento improvviso;
  • OSS con partita IVA: l’assunzione è diretta. Talvolta si spuntano tariffe migliori non essendoci il rincaro dell’intermediario. Bisogna però notare i potenziali svantaggi. Manca un referente in caso di difficoltà, occorre gestire in prima persona ogni aspetto (fiscalità, controllo delle referenze, etc.) e bisogna adattarsi in caso di mancata disponibilità per straordinari, cambi di orari o altre modifiche del servizio.

Non vale la pena menzionare la quarta opzione, pur se praticata comunemente: parliamo del servizio in nero. La famiglia ritiene di risparmiare, ma conviene? Oltre a non poter usufruire di sgravi fiscali (Approfondimento: “Breve guida per la detrazione fiscale delle spese per l’assistenza domiciliare”) e aiuti mirati, possono venire meno anche le garanzie sulla qualità del servizio. Persino sulla sua erogazione: se un OSS trova un ingaggio economicamente più sostanzioso, potrebbe decidere di dare forfait, e pazienza per le difficoltà del (non) assistito…

Gli OSS sono preparati per il supporto quotidiano ai disabili
paraplegico scende le scale sulla carrozzina

Voglio un preventivo e informazioni sui servizi che fornite

Torna all’indice dei contenuti

———— 9 ————

Principali differenze tra OSS e badante

L’operatore socio-sanitario a domicilio e la badante o assistente familiare hanno ruoli in parte simili. Altrettanto sovrapponibile appare la finalità: offrire un supporto per le categorie fragili quali anziani e disabili. Esistono però anche aspetti divergenti.

L’OSS ha conseguito la sua abilitazione professionale grazie a un percorso formativo di almeno 1.000 ore fra teoria e pratica. Ha quindi conoscenze di psicologia dell’età senile, dietologia, igiene, interventi di primo soccorso, anatomia e fisiologia, legislazione sanitaria e altro.

La sua predisposizione a interagire e accudire i soggetti più deboli è stata valutata prima e durante il corso di formazione, così come la sua abilità concreta nell’assistenza. Pratica e tirocinio gli consentono infatti di affinare le proprie capacità, acquisire esperienza e osservare l’operato degli OSS già in servizio.

Per quanto concerne l’assistente familiare, la sua descrizione professionale deve tenere in considerazione la classificazione in 4 diverse tipologie: As, Bs, Cs e Ds. La prima, As, è quella che ha un ruolo più limitato, mentre l’ultima, Ds, ha una ben maggiore responsabilità. Si può affermare che man mano che si sale nella classificazione, la badante acquisisce altre competenze mantenendo al contempo quelle già in essere per i livelli precedenti. In pratica:

  • la badante AS, detta badante di compagnia, ha come sola funzione quella di assicurare la propria presenza. È richiesta ad esempio per anziani che vivono soli e desiderano assicurarsi una presenza fidata in casa, oppure per chi pur magari autosufficiente rischia l’isolamento per scarsità di compagnia;
  • la badante Bs si occupa di anziani autonomi che hanno bisogno di un supporto per la gestione e pulizia della casa, le commissioni, l’accompagnamento nelle uscite, la vigilanza per il mantenimento di impegni e scadenze (incluse orari e dosaggi terapie), e come per chi assume una badante As, anche una presenza su cui contare in caso di emergenza e con funzione anti-solitudine;
  • l’assistente per anziani Cs accudisce anziani non autonomi. Non possiede una formazione specifica, per cui il sostegno che fornisce riguarda compiti semplici come la vestizione, l’igiene personale, la somministrazione di cibi e bevande. Oltre a ciò assicura compagnia e supporto psicologico. Può infine provvedere alle faccende domestiche, commissioni, preparazione dei pasti;
  • l’assistente familiare Ds è quella che mostra maggiori similitudini con il ruolo dell’operatore socio-sanitario a domicilio. Questo in virtù della sua formazione, che consiste nell’acquisizione di competenze teorico-pratiche inerenti l’assistenza a persone disabili o anziane con patologie invalidanti. Ovviamente, pur se formata questa badante rimane una badante e quindi le sue prestazioni sono meno qualificate di quelle dell’OSS domiciliare. Una grossolana ma utile quantificazione della rispettiva professionalità ci viene dalla comparazione del corso di studio: 500 ore circa quello dell’assistente per anziani di livello Ds, 1.000 o anche più quello dell’OSS. D’altro canto la prima è disponibile per convivenza e un servizio esclusivo, a differenza del secondo.

 

Differenze principali tra OSS e badanti Ds, Cs e Bs
Figura professionaleTitolo di studioAssistenza a persone non autonome
Operatore socio-sanitarioObbligatorio, corso di 1.000 oreSì, con mansioni e tecniche idonee
Badante DSObbligatorio, corso di 500 oreSì, con mansioni e tecniche idonee (alcuni limiti rispetto all’OSS)
Badante CsAssenteSì, compiti base (aiuto per l’igiene, la vestizione, etc.)
Badante BsAssenteNo

Voglio un preventivo e informazioni sui servizi che fornite

Torna all’indice dei contenuti

———— 10 ————

Quali sono i prezzi di un OSS a domicilio

L’assistenza presso il domicilio da parte degli operatori socio-sanitari può avvenire tramite SSN o con assunzione privata. Nel primo caso può risultare gratuita per i soggetti dotati dei requisiti necessari per beneficiare dell’esenzione al pagamento. Se questi mancano è previsto un contributo alle spese calcolato secondo fasce reddituali. Quando l’operatore viene assunto privatamente com’è ovvio il costo è totalmente a carico della famiglia.

Voglio un preventivo e una descrizione dei vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 11 ————

OSS con il Servizio Sanitario Nazionale

Gli OSS inviati dall’ASL operano all’interno dei percorsi assistenziali stabiliti nei PAI (acronimo di Progetto di Assistenza Individuale). Come suggerisce il nome, i PAI indicano l’insieme delle prestazioni e servizi focalizzati sulle esigenze del singolo soggetto beneficiario. Nel novero troviamo coinvolte di volta in volta una o più figure professionali, fra cui appunto l’OSS.

Questi si occupa dei bisogni socio-assistenziali venuti eventualmente alla luce durante l’esame del caso. Il suo operato si rende così indispensabile quando la persona in condizioni di fragilità socio-sanitaria o sociale usufruisce di un piano di intervento di tipo:

  • SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare). Questo PAI prevede un aiuto domestico per rendere dignitosa, protetta e confortevole la quotidianità di coloro che non appaiono in grado di provvedere a sé stessi. Ad esempio individui molto anziani o con ridotta autonomia, disabili fisici e psichici, etc. Il SAD contempla prestazioni come l’accompagnamento fuori casa del soggetto, la preparazione dei pasti e la cura della casa. L’attivazione del servizio è competenza delle assistenti sociali del Comune. Il costo per poter avere l’operatore socio-sanitario a domicilio è estremamente variabile, poiché viene stabilito dal municipio. In genere è prevista esenzione con ISEE basso (la soglia è decisione di ogni singolo Comune) e una quota di partecipazione a scaglioni, proporzionale al reddito. Una situazione finanziaria florida può comportare l’intero addebito della spesa a carico del cittadino. La tariffa insomma può andare da € 0 (gratuità totale) fino a un ammontare di € 20 laddove il  costo della vita risulta elevato e l’ISEE pure. Da rilevare che l’OSS non è di libera scelta, bensì da selezionare fra le cooperative convenzionate. Questo per molti appare limitante.
  • ADI (Assistenza Domiciliare Integrata). Tale piano di intervento è destinato a individui in condizioni di salute molto precarie. Ad esempio chi affronta malattie incurabili allo stadio terminale, disabilità cognitive importanti, gravi problemi psichiatrici, stati di immobilizzazione per fratture o malattie invalidanti, etc. Lo stato di gravità influisce sulla tipologia di ADI, che risulta articolata in 3 livelli. In sostanza, la differenza concerne il numero di ore/giorni del servizio, che al livello 3 si estende fino alla domenica inclusa. Oltre al personale sanitario costituito da medici, infermieri, fisioterapisti e altri ancora (non necessariamente tutti coinvolti in ogni singolo caso), sovente è richiesto l’intervento di un operatore socio-sanitario domiciliare per curare l’igiene della persona e dell’ambiente. A differenza del SAD, l’ADI è sempre gratuito. Il servizio è a termine, ma rinnovabile quando occorre.
  • OAD (Ospedalizzazione a Domicilio). Si tratta di un insieme di prestazioni prevalentemente sanitarie che ricalcano quelle erogabili in un nosocomio. Il fine è bypassare il ricovero ospedaliero o accorciare la degenza. I destinatari sono malati oncologici, soggetti in recupero dopo un ictus o altra patologia acuta vascolare, individui immobilizzati, individui in attesa di trapianto, etc. Se il beneficio per il SSN è di stampo economico, per il paziente è invece legato al mancato rischio di contrarre una delle tipiche infezioni ospedaliere e al poter godere del comfort di casa propria, nonché del sostegno dei familiari. Diversamente da ADI e SAD, l’OAD è dispensata per un arco temporale molto più contenuto, in genere un mese o due. Il costo, incluso quello dell’OSS domiciliare, risulta a carico del SSN per i primi 30 giorni.

Operatrice socio-sanitaria monitora la corretta assunzione della terapia orale
operatrice socio-sanitaria monitora terapia orale

Voglio un preventivo e maggiori informazioni sui vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 12 ————

OSS a domicilio privato

Le tariffe per usufruire delle prestazioni di un OSS domiciliare privato sono naturalmente a carico del cittadino. Com’è prevedibile il costo orario non è sempre uguale ma subisce dei ritocchi in base ad alcuni fattori. Ti stai chiedendo quali? Presto detto:

  • località (alcune città sono più care di altre e le richieste dalla provincia/periferia possono comportare un costo aggiuntivo per la trasferta);
  • orario diurno o notturno (quest’ultimo più oneroso);
  • giorno feriale o festivo (il secondo comporta un incremento della tariffa);
  • numero di ore di servizio (un orario prolungato può tradursi in un risparmio sulla tariffa oraria);
  • tipologia di prestazione: talvolta per le assistenze più gravose, come ad esempio ai malati di Alzheimer, è prevista una maggiorazione;
  • ingaggio diretto, tramite cooperativa oppure agenzia (qui va rilevato che il risparmio può significare minori garanzie di qualità del servizio, mentre una mediazione affidabile protegge dalle incertezze).

Ciò precisato, a titolo puramente indicativo vediamo che le tariffe orarie minime partono mediamente da circa € 18-20 per il servizio feriale diurno e da € 40 per quello notturno e festivo. Il dato è riferito a una singola ora, come precisato un monte orario più alto può abbassare la tariffa. Una notte a domicilio per esempio ha un prezzo medio di 120-150 €.

Ricorda che i costi dell’assistenza sono detraibili in misura del 19%, applicabile fino a una spesa massima annua di € 2.100.

Voglio un preventivo e conoscere i vantaggi dei vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 13 ————

Chi ha diritto all’assistenza domiciliare gratuita?

Come sempre in ambito sanitario, l’accesso all’assistenza domiciliare gratuita è in funzione del grado di autonomia dell’anziano (o altro soggetto) e del reddito. Questi risultano i 2 fattori contemplati dalla normativa nazionale, che s’interseca con le disposizioni delle amministrazioni locali.

L’influenza delle seconde giustifica alcune diversità nelle soglie di reddito o grado di disabilità richieste per beneficiare dell’esenzione al pagamento. Per  le categorie coinvolte da determinate disposizioni stabilite a livello nazionale (ad esempio la Legge 104 e la sua versione più moderna del 2024) invece vige unanimità su tutto il territorio.

In pratica: malati e disabili gravissimi, pazienti terminali e dimessi dall’ospedale (a particolari condizioni) ricevono supporto domiciliare gratuito, incluso ove il caso l’assistenza con l’OSS. Questo sostegno viene fornito tramite ADI e ospedalizzazione a domicilio.

Fra i 2 servizi esiste però una differenza importante: la durata delle prestazioni. Nell’ADI sono lunghe e rinnovabili, mantenendosi sempre gratuite indipendentemente dal reddito, perché il requisito valutato è la condizione sanitaria del soggetto. Nell’ospedalizzazione domiciliare l’esenzione dal ticket è assicurata per i primi 30 giorni, mentre in caso di prosecuzione del servizio il cittadino viene chiamato a coprire il 50% del costo in caso di ISEE superiore a una data soglia. L’assistenza a domicilio gratis è infine prevista per soggetti che versano in condizioni di disagio socio-sanitario rilevanti, verificate dai servizi sociali.

In altri casi può aversi non un’esenzione dal pagamento delle spese di assistenza, bensì un rimborso che ottiene di fatto il medesimo risultato, pur con vincoli legati al tetto di spesa. Stiamo parlando dell’assegno di cura. Si tratta di un bonus il cui importo e requisiti di accesso variano da Regione a Regione, con ulteriori possibili variazioni da Comune a Comune.

Scopo di questo aiuto è consentire al soggetto di essere assistito a casa, dai familiari o da caregivers professionisti. Per ottenere questa sovvenzione occorre in genere avere un ISEE (in alcune Regioni invece si calcola l’ISEE socio-sanitario) inferiore a una data soglia.

Quanto all’aspetto sanitario, l’accesso è subordinato a una condizione di non autosufficienza, con particolare riguardo agli over 65. L’importo può variare da alcune centinaia di euro a più di mille. Talvolta (citiamo la Lombardia) esistono scaglioni tariffari per modulare il sostegno finanziario in base alla gravità del singolo caso.

Grazie a montascale e OSS molti anziani disabili non devono temere l’abbandono delle loro case
montascale per invalidi in condominio

Voglio un preventivo e dettagli sui vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 14 ————

OSSS: Operatore Socio-Sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria

La figura dell’operatore socio-sanitario con formazione complementare è stata istituita nel 2003. La definizione, com’è intuibile, descrive un OSS specializzato, divenuto tale tramite un percorso formativo aggiuntivo di almeno 300 ore teorico-pratiche (in genere sono 400). I corsi professionali sono di pertinenza delle Regioni e a pagamento, ricalcando quanto avviene per l’OSS.

Grazie alle sue ulteriori competenze, l’OSSS può espletare diverse mansioni precluse all’operatore “standard”. In pratica, gli operatori socio sanitari specializzati possono sostituire gli infermieri in un certo numero di compiti, purché sotto la loro responsabilità.

L’istituzione di questa sorta di mini-infermiere in effetti è scaturita dall’intento di offrire un supporto più ampio nel nursing per compensare la carenza cronica di personale. Vale sia per l’attività esercitata in ospedale che sul territorio e a domicilio.

Proprio a livello domiciliare, recentemente si nota un accresciuta domanda privata di operatori socio-sanitari con formazione complementare. Il fine appare chiaro: assicurarsi un migliore livello assistenziale.

Voglio un preventivo e conoscere i vantaggi dei vostri servizi

Torna all’indice dei contenuti

———— 15 ————

Principali mansioni di competenza dell’OSSS

Le prestazioni degli operatori socio sanitari specializzati includono quelle degli OSS più altre prelevate dalle mansioni infermieristiche. Nell’elenco che ne deriva le principali sono:

  • somministrazioni di cibi e bevande;
  • igienizzazioni dei dispositivi medici e degli apparecchi sanitari;
  • bendaggi e medicazioni semplici;
  • esecuzione di iniezioni sottocutanee e intramuscolari;
  • massaggio cardiaco e respirazione artificiale;
  • esecuzione di clisteri;
  • somministrazione di terapia orale;
  • aiuto per l’igiene personale;
  • pulizia del materiale da sterilizzare;
  • controllo e annotazione dei parametri vitali;
  • educazione dell’assistito e dei familiari sulle linee guida per mantenere uno stato di salute e per prevenire/autogestire le malattie;
  • raccolta di escreti e trasporto di materiali biologici per finalità diagnostiche;
  • movimentazione del paziente allettato e supporto alla deambulazione del soggetto con ridotta autonomia.

Voglio un preventivo e maggiori informazioni

Torna all’indice dei contenuti

———— 16 ————

Paga oraria di un OSSS

Qual è il trattamento economico che spetta a un operatore socio-sanitario con formazione complementare? Com’è ovvio, la paga oraria risulta maggiore di quella di un OSS ma inferiore a quella di un infermiere.

Le numerose variabili già menzionate riguardo agli operatori socio sanitari (città, fascia oraria, etc.) valgono anche per gli OSS con la terza s. Questo rende impossibile descrivere un tariffario nazionale. In linea di massima possiamo dire però che la specializzazione consente all’OSSS di percepire un compenso orario mediamente superiore del 15-20% a quello dell’operatore socio sanitario.

Voglio un preventivo e informazioni sui vantaggi che offrite

Torna all’indice dei contenuti

———— 17 ————

Siamo presenti nelle seguenti città:


Alessandria||Bergamo||Biella||Bologna||Brescia||Como||Cremona||Cuneo||Ferrara||Firenze||ForlìCesena||Genova||Gorizia||Imperia||Livorno||Lodi||Lucca||Mantova||Milano||Modena||MonzaBrianza||Novara||Padova||Parma||Pavia||Piacenza||Pisa||Pistoia||Pordenone||Prato||Ravenna||ReggioEmilia||Rimini||Rovigo||Savona||Torino||Treviso||Trieste||Udine||Varese||Venezia||Vercelli||Verona||Vicenza||

Category iconBlog assistenza famiglie

Footer

Il nostro obiettivo

Ti supportiamo nell’individuare la soluzione di assistenza più adatta per i tuoi cari, offrendo badanti qualificate e selezionate per garantire sicurezza, attenzione e serenità.

Logo ufficiale servizi badanti

MILANO | VENEZIA | MODENA | PADOVA | TORINO | BOLOGNA | BERGAMO | BRESCIA | PARMA | GENOVA | TRIESTE | UDINE | VERONA | ROMA | BARI | FIRENZE | LIVORNO | NAPOLI | PALERMO

servizi badanti

Servizi Badanti è specializzata nell’offrire assistenza qualificata per anziani e disabili, con badanti selezionate e professionali.

Personalizziamo la nostra offerta in base alle esigenze specifiche di ogni famiglia, collaborando con esperti del settore per garantire un supporto su misura e di alta qualità. La nostra missione è assicurare il massimo benessere e serenità per i tuoi cari.


Sede Legale

Via Melzi D'Eril 44 Milano 20154 Italia
© Copyright 2012 -2023 servizi badanti Informativa Privacy e Cookies | Note legali In collaborazione con QBI srl