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Badante straniera: Scenari possibili per assumere una badante extracomunitaria

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22 Dicembre 2024 by Emadober

La badante straniera: cosa devi sapere per assumere una badante extracomunitaria

L’assunzione di una badante straniera è una scelta che molte famiglie italiane hanno già fatto e che diventerà ancora più frequente in futuro. La “fame” di assistenti familiari infatti appare in crescita costante per via della transizione demografica verso una collettività anagraficamente più matura.

Tale domanda già oggi non può essere soddisfatta senza le caregivers immigrate, incluse quelle provenienti da paesi esterni all’UE. Per dare un’idea, allo stato attuale le assistenti per anziani provenienti dall’estero sono circa il 72% del totale. Spesso il loro soggiorno in Italia si tramuta in una permanenza stabile, sicché continuano negli anni a fornire un importante contributo alla forza lavoro del settore socio-sanitario.

Le famiglie intenzionate a prendere alle proprie dipendenze una badante straniera si pongono però dei quesiti (Approfondimento: “Breve guida per assumere una badante: Quanto costa mediamente e quali contratti si applicano per l’assistenza domiciliare”). Che differenza c’è a stipulare un contratto e far lavorare un’assistente familiare non italiana? Quando conviene assumerla? Ci sono oneri burocratici, norme aggiuntive da osservare? Noi di Servizi Badanti ascoltiamo queste domande abitualmente. Cerchiamo quindi di dare una risposta a tali perplessità una volta per tutte.

Assistente familiare straniera con disabile
assistente familiare straniera

Indice articolo

  • 1.Badante non residente in Italia: Come assumere una badante extracomunitaria residente nel paese di origine
  • 2.Decreto Flussi e le quote di ingresso
  • 3.Requisiti e procedura per assumere una badante extracomunitaria
  • 4.Attestazione di idoneità abitativa: requisiti e normativa applicabile per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa
  • 5.Badante residente in Italia senza permesso di soggiorno
  • 6.Come regolarizzare una badante residente in Italia irregolarmente?
  • 7.Quali documenti servono e quale è la tempistica prevista
  • 8.Cosa prevede la sanatoria?
  • 9.Badante residente in Italia con permesso di soggiorno
  • 10.Tipi di permesso di soggiorno con i quali può lavorare la badante
  • 11.Conversione permesso di soggiorno alla scadenza per badanti

 

Badante non residente in Italia: Come assumere una badante extracomunitaria residente nel paese di origine

Affidare il proprio caro a una badante non residente in Italia è estremamente comune. Com’è noto occorre prestare particolare attenzione a cv e referenze, all’eventuale barriera linguistica, ma soprattutto all’iter burocratico previsto dalla normativa italiana. Quest’ultimo può preoccupare, ma ti consigliamo di non scoraggiarti. In caso di perplessità tutto ciò che devi fare è metterti in mani esperte.

La prima cosa da capire è come iniziare la procedura per assumere una badante straniera che vive nel suo paese. Eccolo descritto in breve: è necessario far entrare in Italia la caregiver con regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Non è possibile saltare questa procedura, altrimenti non potresti comunque assumerla.

Le assistenti familiari straniere sono richieste per aiutare anziani e disabili
assistente familiare straniera per disabili

 

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Decreto Flussi e le quote di ingresso

Avrai certo già sentito menzionare il Decreto Flussi. Se intendi assumere una badante non residente in Italia, si tratta di un argomento che ti interessa da vicino. In pratica tale decreto indica quanti lavoratori stranieri possono entrare in Italia ogni anno. Il numero di ingressi è in funzione della stima del fabbisogno di lavoratori. Le attuali quote corrispondono a:

  • 181.450 immigrati complessivi nel 2025;
  • di questi oltre 70.000 riservati ai lavoratori non stagionali;
  • 9.500 unità sono riservate all’assistenza socio-sanitaria e per disabili;
  • altre 10.000 unità sono state successivamente ammesse in via sperimentale nel 2025 per questo specifico settore. L’ingresso deve realizzarsi tramite agenzie per il lavoro, non privati.

All’interno dei flussi immigratori esistono infatti delle ripartizioni che contano il numero di lavoratori stagionali e non stagionali. Esiste poi un’ulteriore suddivisione per categoria. Le badanti straniere sono considerate lavoratrici subordinate non stagionali del settore socio-sanitario e assistenza ai disabili.  Il loro ingresso in Italia può avvenire sia per lavoro a tempo pieno che part time, purché siano previste almeno 20 ore settimanali.

Per il triennio 2026-2028 sarà ancora in vigore la procedura speciale tramite DPCM per disporre le quote d’ingresso.

presenza badanti straniere in italia
Statistiche sulle assistenti familiari immigrate

 

Molte badanti straniere sono di provenienza extra UE
assistente familiare extracomunitaria

Spesso la badante segue la famiglia in vacanza
badante extracomunitaria

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Requisiti e procedura per assumere una badante extracomunitaria

Chiunque può assumere una badante extracomunitaria? No, non proprio, se intendiamo una lavoratrice che viva e abbia la residenza fuori dalla UE. Come prima cosa devi infatti sapere  che l’accoglimento di un’assistente familiare straniera è realizzabile soltanto quando manca la disponibilità di una badante già presente in zona. Extracomunitaria, italiana o europea che sia (Approfondimento:“Quali sono le diverse tipologie di assistenza domiciliare?”) non importa. Questa norma vale per tutti coloro che vogliono usufruire dei servizi di un’assistente per anziani, privati e agenzie interinali. E’ necessario perciò presentare domanda al Centro di Impiego della propria zona. In caso di risposta negativa o assente (si considera tale dopo 8 giorni) si può procedere con l’assunzione di una badante extra UE.

Quando la persona che ha bisogno di assistenza presenta una condizione certificata di non autosufficienza non esiste un requisito reddituale. Viceversa, per chi è autonomo occorre produrre un’asseverazione (redatta da un professionista) che attesti un reddito annuale di almeno € 20.000, o € 27.000 se il nucleo familiare conta più persone.

Questo vincolo ha un motivo facilmente intuibile. Per ottemperare alle disposizioni di legge chi intende stipulare un contratto con una badante straniera di origine extracomunitaria deve disporre infatti di entrate idonee a corrisponderle lo stipendio mensile. Esattamente, il reddito complessivo del nucleo familiare deve risultare almeno doppio della paga e annessi contributi previdenziali della badante. Che come già specificato dovrà essere assunta con contratto di 20 ore lavorative settimanali o più.

Fondamentale dimostrare che si dispone di un alloggio idoneo, ossia conforme all’edilizia pubblica residenziale. Tale requisito va documentato con apposito certificato di idoneità abitativa.

Infine, il futuro datore di lavoro non deve avere subito nell’ultimo lustro condanne penali relativamente ai reati elencati nell’articolo 22, comma 5 bis del Testo Unico Immigrazione.

Appurata la sussistenza dei requisiti citati puoi avviare la procedura per assumere una badante extracomunitaria. Ecco i passaggi principali:

  • tramite indirizzo pec occorre registrarsi alla banca dati INAD. Questo passaggio consente le future comunicazioni digitali inerenti al procedura;
  • collegandosi al portale del ministero dell’Interno (servizi ALI) si effettua la precompilazione della domanda per il nulla osta. Ricorda che per accedere devi identificarti con SPID o CIE;
  • le autorità preposte eseguono gli accertamenti di legge. In caso di esito positivo il richiedente ne riceve comunicazione tramite pec. Nella medesima è incluso un codice di attivazione domanda;
  • avvalendosi nuovamente dei servizi ALI del Ministero dell’Interno sarà ora possibile fare richiesta di nulla osta al lavoro allo sportello unico per l’immigrazione della prefettura dove vive il futuro assistito. Il modello da compilare è di semplice comprensione. Dovrai indicare i tuoi dati, la sede di lavoro, le mansioni e competenze richieste, gli orari lavorativi e poco altro. Ricorda che questo deve avvenire nella finestra temporale e secondo la disponibilità del numero di assistenti familiari indicata nel Decreto Flussi. Se l’operazione va a buon fine la richiesta sarà esaminata in considerazione dell’ordine cronologico di invio;
  • lo sportello unico per l’immigrazione, effettuati i necessari accertamenti e previo parere positivo dell’Ispettorato al Lavoro e dell’Ufficio Immigrazione della Questura, provvede poi a rilasciare al datore di lavoro  il nullaosta. Questo è valido per 6 mesi e consente la sottoscrizione del contratto di soggiorno. In contemporanea viene richiesto un codice numerico identificativo all’Agenzia delle Entrate, che sarà assegnato alla badante extracomunitaria in sostituzione del codice fiscale (a meno che la medesima non possa fornirne uno). Infine viene inviata la proposta del contratto di soggiorno più il nulla osta all’ambasciata o consolato italiano del luogo in cui vive la caregiver;
  • l’ambasciata/consolato rilascia il visto d’ingresso alla lavoratrice;
  • a questo punto il datore di lavoro riceve comunicazione (via pec) che gli accertamenti sulla domanda d’ingresso della caregiver si sono conclusi positivamente. Entro 7 giorni deve confermare la sua volontà di far entrare la caregiver nel nostro Paese;
  • dopodiché può fare arrivare la badante straniera pagandole il viaggio. (Precedentemente si sarà impegnato a rimborsarle il rientro in patria in caso di problemi che rendano impossibile la prosecuzione del suo soggiorno da noi, come ad esempio il commettere alcuni reati.). In seguito occorre comunicare al SUI l’avvenuto ingresso, allegando una copia del visto e timbro d’ingresso. Tale comunicazione richiede l’uso della posta elettronica certificata in quanto la dichiarazione risulterà non ripudiabile;
  • novità introdotta nel 2025, entro 8 giorni il contratto di soggiorno dev’essere firmato digitalmente dal datore di lavoro, mentre la badante straniera può firmare sia digitalmente che con autografo (prima occorreva recarsi allo sportello per l’immigrazione). Occorre poi fare domanda per il permesso di soggiorno (quest’ultimo dovrà in seguito essere inviato per posta usando il kit rilasciato dal SUI). Sempre lo sportello si incarica della procedura per assegnare all’assistente per anziani un codice fiscale definitivo (oppure la verifica del suo, se è stato indicato nella procedura relativa alla richiesta di nulla osta);
  • il passo successivo consiste nel ritiro del permesso di soggiorno su invito della Questura;
  • è il momento della stipula della lettera di assunzione della badante extracomunitaria, che prelude all’avvio del rapporto di lavoro;
  • il giorno successivo l’assistente domiciliare privata può iniziare a svolgere il suo servizio, mentre il datore di lavoro entro 48 ore dalla firma del contratto deve dare comunicazione all’INPS dell’avvenuta assunzione.

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Attestazione di idoneità abitativa: requisiti e normativa applicabile per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa

Abbiamo già specificato che per l’assunzione di una badante straniera è indispensabile l’attestazione di idoneità abitativa, che certifica il numero di persone che possono coabitare nell’immobile in oggetto. I parametri da prendere in esame sono diversi, dalle dimensioni dell’immobile ai servizi igienico-sanitari.

La metratura della casa è importante perché ogni suo abitante ha diritto a uno spazio minimo “vitale”. Si considera che il medesimo corrisponda a 14 mq quando ci sono da 1 a 4 componenti. Se il numero di occupanti cresce, ognuno avrà diritto ad almeno 10 mq. La stanza da letto deve essere di almeno 9 mq quando ha un solo occupante, e 14 mq se sono 2. Il soggiorno è un ambiente obbligatorio per ottenere l’attestazione di idoneità abitativa; la sua superficie non può risultare inferiore a 14 mq.

Ti facciamo notare che nel calcolo della metratura di un alloggio per la certificazione di idoneità si calcolano soltanto gli ambienti interni. Altri requisiti da valutare sono l’altezza dei vani, che deve corrispondere ad almeno 2,70 m con eccezione di ambienti di passaggio (corridoi, ripostigli) e bagni. Per entrambi l’altezza minima si attesta a 2,40 m. E’ necessaria infine la presenza di un impianto di riscaldamento nonché un’idonea illuminazione/aereazione degli ambienti.

L’attestazione di idoneità abitativa si chiede al Comune in cui si trova l’immobile. L’accertamento tecnico è di competenza di un professionista abilitato (un geometra, un architetto). La burocrazia fa sentire la sua presenza anche nel numero di documenti necessari per ottenere l’attestazione:

  • planimetria catastale;
  • documento d’identità del richiedente;
  • contratto d’acquisto dell’immobile (in alternativa l’ultimo bollettino saldato ICI/IMU);
  • visura catastale.

I tempi di rilascio possono variare a seconda del Comune e del numero di richieste. Mediamente risultano di circa 20 giorni. La durata dell’attestazione è di 6 mesi.

Caregiver straniero assiste anziano paraplegico
caregiver straniero

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Badante residente in Italia senza permesso di soggiorno

Più della metà delle badanti che lavorano per le famiglie italiane non sono in regola. E se lo fanno in tanti, di assumere in nero, perché non dovresti farlo anche tu? Presto spiegato: perché affrontare la cosa con superficialità o addirittura bypassare quanto prescritto dalla legge assumendo una badante straniera in nero (complice tentatore il presunto risparmio economico), e magari una badante sprovvista di permesso di soggiorno, di solito non paga, alla lettera. Non puoi usufruire degli aiuti finanziari previsti per l’assunzione di una badante (Approfondimento: “Quali aiuti economici esistono per la assistenza domiciliare”), non usufruisci delle detrazioni fiscali (Approfondimento: “Breve guida per la detrazione fiscale delle spese per l’assistenza domiciliare”) e, in caso di infortuni dell’assistente familiare irregolare, rischi di spendere molto di più di quanto hai risparmiato sul mancato versamento dei contributi e altri oneri. Senza contare che la caregiver ufficialmente non assunta altrettanto ufficialmente non è tenuta a presentarsi regolarmente al lavoro; in pratica è libera di dare forfait da un giorno all’altro senza neppure il preavviso previsto dal CCNL. Questi sono i rischi più comuni, ai quali si può aggiungere una denuncia anonima (non è affatto raro). Un vicino rancoroso, un parente con cui si è litigato… Eh sì, capita.

Nel caso quindi si voglia ingaggiare un’assistente familiare sprovvista di permesso di soggiorno occorre regolarizzare la sua posizione, altrimenti si rivelerà impossibile assumerla con un contratto conforme.

Le badanti straniere di nazionalità ucraina scelgono spesso l’Italia per lavorare
badante ucraina con anziano invalido

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Come regolarizzare una badante residente in Italia irregolarmente?

Per vari motivi può capitare di aver assunto o di voler assumere una badante straniera che risiede in territorio italiano ma è priva di permesso di soggiorno. Come avrai già capito la sua posizione irregolare preclude anche la possibilità di redigere un contratto di ingaggio finché non viene regolarizzata. Per il datore di lavoro che comunque le fornisce l’impiego i rischi sono grossi: è prevista la detenzione per un periodo che può arrivare a 3 anni, oltre a una sanzione di € 5.000.

La procedura più semplice per risolvere la situazione è avvalersi della sanatoria prevista dal Decreto Legge 145/2024. Occorre però che l’assistente domiciliare privata sia entrata in Italia prima del sua entrata in vigore e non ne sia più uscita. Oltre a questo, è da rispettare il vincolo reddituale già descritto per assumere badanti straniere che vivono all’estero (€ 20.000 per chi vive solo, che salgono € 27.000 per i nuclei familiari composti da almeno 2 persone) nonché quello relativo all’idoneità alloggiativa.

Qualora tali requisiti siano soddisfatti puoi inoltrare domanda di regolarizzazione (altrimenti detta dichiarazione di emersione) di un contratto o fare domanda di un nuovo contratto, entrambe al SUI. Nel modulo da compilare naturalmente deve essere specificata l’esistenza di un rapporto di lavoro con un soggetto privo del permesso di soggiorno.

Lo sportello deve accertare l’esistenza di eventuali cause ostative all’accoglimento della richiesta, in cui saranno coinvolte anche la Questura e l’Ispettorato del Lavoro. In assenza di queste, convocherà datore di lavoro e immigrata per il contratto. Dopodiché la badante straniera deve fare domanda alla Questura per un permesso di impiego temporaneo.

In allegato occorre copia della ricevuta di pagamento tramite F24 di € 130 forfettari che avrà intanto provveduto ad effettuare. Qualora la domanda venga accettata la badante otterrà successivamente il permesso di soggiorno e si potrà stipulare un regolare contratto di lavoro.

Una badante proveniente dall’Europa dell’Est
assistente per anziani ceca con donna disabile

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Quali documenti servono e quale è la tempistica prevista

La lista di documenti necessari a regolarizzare una badante che vive in Italia clandestinamente include:

  • ricevuta del contributo “sanatorio” di ammontare forfettario di € 500 effettuato dal datore di lavoro su modello F24;
  • ricevuta del versamento effettuato dall’immigrato di € 130 più spese amministrative per il rilascio del permesso di soggiorno;
  • dichiarazione inerente la condizione reddituale del datore di lavoro;
  • documenti di identità di entrambe le parti (nel caso la badante ne sia sprovvista è ammesso anche un documento scaduto, oppure un lasciapassare di frontiera, un titolo di viaggio per stranieri, fermo restando che questo renderà più complesso l’iter burocratico);
  • recapiti di richiedente e badante;
  • dichiarazione di presenza attestante che l’assistente domiciliare si trovava già in Italia alla data dell’11 ottobre 2024 (documentata da certificati medici, biglietti di viaggio, ricevute di trasferimento di denaro, verbali elevati da forze pubbliche; titolarità di sim italiane, etc.);
  • ricevuta del versamento forfettario da parte del datore di lavoro atto a sanare le precedenti inadempienze contributive, retributive e fiscali;
  • attestazione di idoneità abitativa;
  • certificato medico a testimonianza della condizione di non autosufficienza dell’assistito;
  • dichiarazione relativa al rapporto di lavoro da contrattualizzare; obbligatorio precisare (e deve essere vero, ovviamente) che la badante straniera lavorerà per un minimo di 20 ore a settimana con un pagamento conforme a quanto indicato dal CCNL.

Le tempistiche di evasione delle pratiche di regolarizzazione delle badanti clandestine teoricamente si aggirano sul mese o poco più. Ritardi sono possibili nei periodi di maggior afflusso di domande e quando alla lavoratrice non sia stato possibile presentare un documento d’identità.

Servizi Badanti seleziona per te soltanto assistenti familiari referenziate per convivenza e assistenza a ore, anche in sostituzione riposi. 

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Cosa prevede la sanatoria?

La sanatoria che consente l’emersione di lavoratori irregolari risale al 2024; esattamente si tratta  del decreto legge n. 145 datato 11 ottobre 2024. Il provvedimento considera 3 categorie lavorative: assistenza alla persona, sia da parte di badanti conviventi che non conviventi impegnate nell’assistenza di individui non autonomi (Approfondimento: “Badante non convivente: Assistenza notturna, diurna a ore o full time?”), aiuto domestico e attività facenti parte del settore agricolo e ittico.

Scopo del provvedimento è contrastare lo sfruttamento del lavoro e il lavoro irregolare. Trattandosi di sanatoria consente una regolarizzazione della posizione dei lavoratori subordinati e dei rispettivi datori di lavoro, non applicando le usuali sanzioni amministrative e le procedure penali (eccettuato il reato di caporalato) che avrebbero corso normalmente. Al posto delle prime viene richiesto ai datori di lavoro il pagamento di una somma forfettaria di importo più che accessibile: € 500.

Tramite la procedura di emersione delle attività in nero gli stranieri irregolari possono chiedere e ottenere l’inizio o la prosecuzione di un rapporto di lavoro fino allora sommerso in qualità di dipendenti. Questo si associa all’ottenimento del permesso di soggiorno per un periodo di tempo correlato alla durata del contratto lavorativo. Vengono considerati gli stranieri presenti irregolarmente in Italia sia totalmente sconosciuti alle Autorità (ossia privi di qualunque permesso di soggiorno) che coloro che ne erano in possesso ma non l’hanno rinnovato o modificato per adattarlo alla loro condizione attuale.

Affinché la domanda vada a buon fine è indispensabile che il richiedente non sia stato colpito da provvedimento di espulsione.

Un’assistente familiare ucraina serve il pasto alla persona che accudisce
anziana con la sua caregiver straniera che le serve il pasto

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Badante residente in Italia con permesso di soggiorno

Assumere una badante con residenza in Italia e regolare permesso di soggiorno è senza dubbio più semplice. Quello che devi tenere a mente è di verificare quale sia la motivazione per cui è stato rilasciato alla badante questo documento e se si tratta proprio del permesso. Esiste infatti anche la dichiarazione di presenza, rilasciata agli straniera che arrivano in Italia per motivi ad esempio di turismo o affari e che si associa a un soggiorno di breve durata.

Quanto al permesso vero e proprio considera che il suo ottenimento per motivi religiosi, cure mediche, giustizia, attività sportiva e minore età esclude la possibilità di lavorare. L’assistente familiare privata quindi in realtà non potrebbe essere assunta con contratto di lavoro subordinato.

Queste distinzioni, e anche la semplice verifica del permesso di soggiorno della badante straniera che si vuole assumere può portare a dubbi e potenziali errori in caso di fai da te. Per prevenire problemi anche molto gravi, ti consigliamo di avvalerti di intermediari o consulenti in grado di supportarti efficacemente. Se vuoi, puoi rivolgerti a noi di Servizi Badanti, il colloquio conoscitivo è totalmente gratuito e senza impegno.

Una badante polacca operativa in Italia
assistente familiare polacca con anziana

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Tipi di permesso di soggiorno con i quali può lavorare la badante

Per maggiori informazioni ti elenchiamo ora le tipologie di permessi di soggiorno che consentono ai badanti stranieri di farsi assumere in qualità di lavoratori subordinati anche qualora il permesso stesso sia stato rilasciato per motivi diversi. Fai attenzione alle differenze in termini di durata e possibilità di conversione in permesso per lavoro.

Per motivi di lavoro (non stagionale). Questo permesso indica che la badante straniera è arrivata in Italia per lavorare e che ha già un posto di lavoro subordinato di media-lunga durata che l’aspetta. Gli accordi che hanno avviato la procedura risalgono a quando l’assistente familiare si trovava ancora nel paese di origine. La medesima può rimanere in Italia per 1-2 anni a seconda del tipo di contratto stipulato, con possibilità di rinnovo. Inoltre può avviare un’attività autonoma, posto che possieda i titoli necessari. In alternativa questo permesso è stato rilasciato alla scadenza di un altro permesso con causale differente, in quanto il lavoro è diventata la ragione predominante per la permanenza in Italia della badante. Come puoi immaginare, questa tipologia di permesso è perfetta per stipulare un contratto con la badante.

Per motivi familiari. Questo tipo di autorizzazione riguarda i congiunti di uno straniero regolarmente presente sul nostro territorio da almeno un anno, inclusi coloro che lo diventano per avere contratto matrimonio. Affinché tale permesso venga rilasciato però lo straniero deve fornire prova allo SUI di possedere un reddito e un alloggio congrui a mantenere il nuovo arrivato. Fanno eccezione i rifugiati, per i quali non è obbligatorio il summenzionato requisito. Anche il genitore di un minorenne che vive in Italia con l’altro genitore ha diritto al ricongiungimento familiare. Chi dispone di questo permesso e trova un lavoro subordinato, come è il caso di una badante, può convertirlo in permesso per motivi di lavoro.

Per motivi di studio. Anche chi arriva qui per studiare può contemporaneamente cercarsi un lavoro di tipo subordinato (o anche autonomo). In questo caso però è ammesso solo il contratto part time per un monte orario settimanale mai superiore a 20 ore. Nell’arco di un anno il limite è fissato a 1.040 ore annuali. Dopo il conseguimento del titolo di studio di secondo grado però il permesso di soggiorno può essere convertito a motivo di lavoro.

Per asilo politico. I rifugiati politici rappresentano un caso particolare. Una volta presentata richiesta di protezione internazionale devono attendere 60 giorni, dopodiché sono autorizzati a lavorare. Alla scadenza del permesso, che dura un anno, il medesimo però non è passibile di conversione.

Per motivi umanitari, protezione sociale, assistenza minore (ex art. 31). Queste autorizzazioni alla permanenza in Italia vengono concesse quando i richiedenti provengano da aree soggette a calamità naturali o conflitti, oppure nel caso gli individui abbiano fondate ragioni di temere per la propria incolumità. Questa evenienza può originare dallo status di collaboratore di giustizia, da atti persecutori nel paese di origine per ragioni razziali o altre gravi discriminanti. Riguarda anche i minorenni vittime di sfruttamento sessuale, lavorativo o di altra entità. L’assistenza minore prodromica di ottenimento permesso interessa i genitori di un minore che risiede in Italia, e consente di lavorare ma non la conversione dell’autorizzazione tramutandola in soggiorno per motivi di lavoro. Il permesso di soggiorno rilasciato per queste ragioni ha durata di 6 mesi rinnovabili.

Per vittime di violenza domestica. Questo particolare permesso viene rilasciato allo straniero/a che, trovandosi in Italia, subisce violenza domestica da parte di uno straniero. La medesima può concretizzarsi in molteplici forme: atti persecutori, mutilazione dei genitali, aggressioni fisiche, etc. Concede la possibilità di vivere in Italia per un anno, ed è ovviamente rinnovabile. La vittima di violenza può lavorare sia in qualità di dipendente che come autonoma. Allo scadere del permesso Casi Speciali Vittime di Violenza Domestica la persona ha la possibilità di convertirlo nel permesso per motivi di lavoro.

Per calamità. Anche questo permesso riguarda stranieri già presenti sul territorio italiano, nella fattispecie impossibilitati al rientro in patria a causa di una calamità di portata tale da risultare classificabile come contingente ed eccezionale. Uno degli esempi più calzanti è un terremoto di enorme gravità. Data la natura della motivazione non è obbligatorio per chi presenta domanda possedere già un permesso di soggiorno. Il permesso per calamità consente la permanenza in Italia per 6 mesi, rinnovabili per altri 6. Consente di lavorare ma non può essere modificato, alla scadenza, in permesso per motivi di lavoro.

Per apolidia. Gli stranieri privi di qualunque cittadinanza che hanno ottenuto il riconoscimento del loro status tramite l’apposito iter burocratico ricevono un permesso di soggiorno per apolidia. Questo consente loro di lavorare e, se la permanenza in Italia si protrae per almeno 5 anni, di diventare cittadini italiani previa richiesta formale.

Per atti di particolare valore civile. Quest’ultima tipologia di permesso che menzioniamo è particolarmente “comoda” per chi intende assumere il detentore con un contratto di lungo periodo. Si tratta infatti di un’autorizzazione al soggiorno in Italia della durata di 2 anni e che permette la conversione in permesso lavorativo. Inoltre la ragione del rilascio testimonia le qualità della badante straniera che ne è titolare, dettaglio non trascurabile data la natura delicata del lavoro che le sarà richiesto.

Badante moldava in servizio presso una famiglia italiana
badante moldava

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Conversione permesso di soggiorno alla scadenza per badanti

Come già anticipato il permesso di soggiorno della badante straniera ottenuto per motivazioni diverse si può convertire in molti casi, ma non in tutti, in permesso lavorativo. In questo caso la durata del nuovo permesso dipende dal tipo di contratto stipulato con il datore di lavoro. Se si tratta di un contratto a tempo determinato il nuovo permesso ha validità di un anno.

Forse vale la pena menzionare il fatto che con questa tipologia non è possibile licenziare la badante tranne che per giusta causa (morte dell’assistito, condotta fortemente inadeguata, manifesta incapacità ad ottemperare ai propri compiti, etc.). Fatte salve queste eccezioni il datore di lavoro può soltanto attendere la scadenza naturale del contratto evitando di rinnovarlo, oppure non fare lavorare l’assistente per anziani ma versandole comunque lo stipendio pieno più annessi (indennità, TFR, ferie, tredicesima).

Il contratto a tempo indeterminato invece si associa a un permesso di soggiorno di 2 anni. Dopodiché può essere rinnovato oppure no. Il permesso rinnovato in seguito per motivi di lavoro subordinato può avere durata di 3 anni. Se il precedente aveva scadenza a 2 anni, la badante avrà maturato i 5 anni necessari ad ottenere il permesso di soggiorno UE di lungo periodo che è a tempo indeterminato (purché dimostri un’adeguata padronanza della lingua italiana, che dovrà essere certificata).

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