Sai quali sono le varie tipologie di assistenza domiciliare?
Grazie alle tante tipologie di assistenza domiciliare oggi una famiglia che cerca servizi di supporto alla persona ha di fronte svariate alternative. Un vantaggio che consente di selezionare le prestazioni ritagliate al 100% sulle proprie esigenze. Nel privato le badanti o assistenti familiari costituiscono senza dubbio la soluzione preferita. Ma per esigenze di natura sanitaria c’è anche l’infermiere. Questi, proprio come la badante e l’OSS privato, può garantire assistenza su misura.
L’ampia personalizzazione dei servizi offerti corrisponde ad un’analoga forbice di spesa mensile. Relativamente alle caregivers notiamo che il costo è influenzato dalla durata dell’orario di lavoro (si possono scegliere badanti con convivenza oppure ad ore) che alle mansioni che le assistenti familiari sono autorizzate a svolgere. Mansioni che a loro volta derivano dallo specifico inquadramento professionale.
Altre tipologie di assistenza domiciliare sono quelle erogate dal SSN. Data la natura possono essere complementari o alternative al servizio badanti.
Vengono garantite ad alcune categorie di soggetti per periodi più o meno lunghi. Sono in genere gratuite, fermo restando la comprovata necessità di terapie e supporto. In ambito privato il ricorso a personale sanitario come ad esempio l’infermiere (Approfondimento: “Assistenza infermieristica domiciliare”), quando in famiglia c’è una persona non autonoma, è comunque molto comune nonostante il costo del servizio.
Questo trova ragione nella qualità delle prestazioni infermieristiche private e nella più ampia disponibilità delle varie fasce orarie rispetto al servizio pubblico.
Se stai cercando la soluzione assistenziale a domicilio più soddisfacente per aiutare un tuo caro o per te stesso prosegui nella lettura, ti spiegheremo le caratteristiche di ogni tipologia di servizi domiciliari alla persona.


Indice articolo
- 1.Badanti diurne
- 2. Badante Convivente
- 3.Badante Non convivente a tempo pieno o part time
- 4.Badante ad ore
- 5.Badante weekend
- 6.Badante per sostituzione
- 7.Badanti notturne
- 8.Convivente a tempo pieno: a disposizione in caso di necessità o emergenze
- 9.Badante con presenza notturna: prestazioni di attesa
- 10.Assistente notturna: prestazioni discontinue notturne di cura alla persona
- 11.Badante per una sola notte: prestazioni di assistenza notturna occasionale
- 12.Badante non convivente a ore: straordinario notturno
- 13.Badante assistenza a persone autosufficienti
- 14.Addetta alla compagnia (AS)
- 15. Assistente (BS)
- 16.Badante assistenza a persone non autosufficienti
- 17.Non formato professionalmente (CS)
- 18.Formato professionalmente (DS): Badanti specializzate per pazienti Alzheimer, Parkinson, Cure palliative e malati terminali
- 19.Assistenza domiciliare pubblica o privata
- 20.Assistenza domiciliare privata
- 21.Servizio di assistenza domiciliare (SAD)
- 22.Assistenza domiciliare programmata
- 23.Assistenza domiciliare integrata
- 24. Ospedalizzazione domiciliare
Badanti diurne
Le badanti diurne forniscono tipologie di assistenza domiciliare sia per anziani in buona salute che per soggetti non più in grado di provvedere a se stessi in autonomia. Nella prima evenienza possono dedicarsi a 1-2 persone autosufficienti e pensare alle commissioni e pulizie della casa.
Quando invece ad avere bisogno di aiuto a domicilio sono anziani gravemente malati le badanti accudiscono esclusivamente l’assistito oppure gestiscono anche la casa, ma come servizio accessorio subordinato al tempo disponibile. Non sono tenute ad occuparsi di una seconda persona a meno che non sia precisato nella lettera di assunzione.
Il monte orario settimanale minimo è scelto dalle famiglie che assumono le caregivers in accordo con le medesime. Deve essere indicato nel contratto con descrizione delle fasce orarie in cui avrà corso. L’impegno massimo che si può chiedere alle assistenti per anziani invece non deve superare quello stabilito dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) per le badanti conviventi e non conviventi. Fra le 2 categorie c’è differenza: le prime lavorano fino a 2 ore in più al giorno e rimangono in presenza quando sono fuori servizio.
Le assistente familiari per i weekend sostituiscono le colleghe conviventi in riposo

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Badante Convivente
Una delle tipologie di assistenza domiciliare più comune si incentra sulle figura della badante convivente. Un’assistente per anziani si definisce convivente (Approfondimento: “Badante convivente: guida completa per contratti, orari e costi per un assistente domestico”) quando vive con il proprio assistito, ossia nel luogo in cui lavora quotidianamente. Qui può anche avere la residenza, ma non è obbligatorio tranne in assenza di alternative.
Può prestare servizio a tempo pieno, con contratto fino a 54 ore settimanali, oppure, in caso di assistenza domiciliare a persona autosufficiente, anche part time per un massimo di 30 ore alla settimana. Non esistono altre opzioni contrattuali, e la retribuzione si calcola su base mensile con una di queste 2 alternative.
Ciò significa che se vuoi assumere una badante convivente che sia attiva per 40 ore la settimana dovrai versarle uno stipendio netto come se ne lavorasse 54. Qualora ti occorressero i suoi servizi (inquadramento Bs) per 20 ore, pagherai invece un part time di 30. Per i livelli Cs e Ds invece al remunerazione è comunque a tempo pieno.
E se avessi bisogno per un monte orario maggiore di 54 ore? Ebbene, se tale esigenza è la norma, devi sapere che fra le tipologie di assistenza domiciliare ce n’è una pensata per questi casi. Potrai infatti assumere una seconda badante che si alterni alla prima.
Quando invece capita soltanto occasionalmente, puoi chiedere all’assistente domiciliare di fare qualche straordinario. Rammenta però che non può superare le 11 ore quotidiane di lavoro. Senza straordinari, il tetto massimo corrisponde a 10 ore. Non ininterrotte: è prevista almeno una pausa di 2 ore.
La badante convivente impegnata nell’assistenza domiciliare naturalmente ha diritto al riposo quotidiano. Oltre alle 2 ore citate le spettano 11 ore consecutive + 1 h da sfruttare secondo gli accordi decisi fra le 2 parti. La consumazione dei pasti rientra in queste fasce orarie, non essendo calcolata nelle ore di servizio.
A sua scelta la badante può trascorrere le ore libere nella stanza a suo uso esclusivo, che le compete assieme al vitto (colazione, pranzo, cena). Oppure può uscire, in base a quanto specificato nella lettera di assunzione. Il riposo settimanale è costituito dalle 24 ore domenicali e delle altre festività del calendario, più altre 12 ore in un giorno da concordare con il datore di lavoro. Il riposo annuale, ossia le ferie, ammonta a 26 giorni.


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Badante Non convivente a tempo pieno o part time
In moltissimi casi il bisogno di un’assistente domiciliare può soddisfarsi con un monte orario inferiore alle 54 della convivenza. Questo rende consigliabile rivolgersi a una badante non convivente (Approfondimento: “Badante non convivente: Assistenza notturna, diurna a ore o full time?”).
Tale caregiver può lavorare 5-6 giorni su 7 oppure solo alcuni dì, prestando servizio mattina e pomeriggio, solo la mattina oppure soltanto nelle ore pomeridiane. Quando è impegnata in entrambe le fasce orarie ha stipulato un contratto a tempo pieno. Il medesimo prevede un’attività massima di 40 ore alla settimana. La distribuzione dell’orario lavorativo è in funzione delle esigenze dell’ assistito purché non venga superata la soglia limite quotidiana di 8 ore in fascia diurna.
Di tanto in tanto anche l’assistente per anziani non convivente può fare straordinari, se richiesto. Ma il tetto per singolo giorno deve mantenersi entro le 9 ore. L’orario di lavoro può essere, teoricamente, ininterrotto salvo per la pausa di un pasto che spetta alla badante attiva per almeno 6 ore. In pratica, concedere almeno un intervallo di riposo è uso comune.
Nel caso la presenza della badante sia utile soltanto per parte della giornata, oppure unicamente in determinati giorni, conviene assumere una badante non convivente part time. Diversamente da quanto accade con il rapporto di convivenza, con questa tipologia di assistente familiare puoi disporre di un’ampia personalizzazione dell’orario.
Quando opera tutti i giorni per alcune ore si realizza il part time orizzontale, quando invece lavora a tempo pieno ma solo in specifici giorni abbiamo il part time verticale. Relativamente a quest’ultimo ricordati che vale sempre il divieto di un arco temporale maggiore di 8 ore.
I giorni di riposo dell’assistente domiciliare ad ore equivalgono alle festività: tutte le domeniche, Capodanno, Natale, Pasqua, etc. Anche per questa collaboratrice ci sono poi le ferie, per un totale di 26 giorni all’anno.
Quanto alla retribuzione, c’è da tenere presente che risulta proporzionale alle ore lavorate, essendo appunto la paga su base oraria.
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Badante ad ore
Fra le svariate tipologie di assistenza domiciliare il caregiving a ore è forse quello più comune. Un motivo è da ricercare nella comodissima flessibilità oraria. Che può spaziare da un full time di 8 ore quotidiane ad ore occasionali o per periodi di tempo limitati, ad esempio durante una convalescenza.
Le regole di ingaggio non cambiano: il caregiver può lavorare per 1-8 ore al giorno nella fascia oraria da scegliere tra le 6 di mattina e le 10 di sera. Eventuali sconfinamenti nell’orario 22-6 comportano un aumento della retribuzione per le ore che vi sono incluse. La paga è sempre oraria (Approfondimento: “Quanto costa una badante a ore”).
In tutte le tipologie di assistenza domiciliare il rapporto con l’assistito dev’essere positivo e cordiale

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Badante weekend
Non sono rare le situazioni in cui la ricerca di assistenza domiciliare si concentra sulla badante weekend. Tale collaboratrice fornisce aiuto e/o compagnia durante i fine settimana mentre la badante in carica è a riposo.
La retribuzione è un po’ più alta che quella per i giorni feriali, in ottemperanza al CCNL. Si calcola sulle ore lavorative, sempre, anche quando si assume una badante weekend con convivenza. Di norma la sostituta lavora con il medesimo monte orario applicato alla badante di ruolo.
La badante in sostituzione riposi accudisce soltanto persone non autonome. Perciò ha un inquadramento Cs o Ds, che deve ricalcare quello della caregiver di cui fa le veci.
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Badante per sostituzione
Chi prende a servizio una badante sovente deve mettere in conto la necessità di sostituirla poiché la medesima non lavora 24 ore al giorno per tutto l’anno, nemmeno quando è convivente. Bisogna tenere in conto i riposi settimanali, le ferie, gli eventuali permessi e le malattie.
L’assistenza domiciliare prestata da una badante che lavora quando la caregiver abituale, convivente o no, usufruisce del giorno/i libero/i o eventuali permessi rappresenta il servizio badante in sostituzione riposi. Questa tipologia di caregiving è applicabile qualora l’assistenza riguardi una persona non autosufficiente, e ricalca perlopiù il servizio svolto dalla collaboratrice abituale.
La badante infatti ha le medesime mansioni, generalmente lo stesso orario lavorativo nonché analogo livello di inquadramento. Riguardo a quest’ultimo punto, sappi che non è possibile sceglierne un altro, ossia assumere un’addetta alla cura della persona con inquadramento retributivo Bs per l’assistenza ad anziani autosufficienti in sostituzione di una badante per persone invalide Cs o Ds.
Quando la badante è assente per ferie di solito si assume un’altra badante con contratto temporaneo. Se la durata dell’ingaggio è inferiore ai 12 giorni non occorre neppure la forma scritta. Prassi simile quando la sostituzione è motivata da una malattia, infortunio o congedo della badante abituale che assiste un anziano non autonomo.
L’assistenza diurna aiuta l’anziano senza ledere la sua indipendenza

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Assistenza domiciliare per mera compagnia (a super)
L’assistente a domicilio assunta per fare compagnia è la versione moderna della nota dama di compagnia dei tempi passati. La sua funzione è esclusivamente incentrata sull’intrattenimento e appunto sulla compagnia della persona per cui presta servizio, non ha altri compiti. Al più le si può chiedere la preparazione di uno spuntino, una bevanda, l’aiuto per fare una telefonata o analoghi.
L’erogazione del servizio di mera compagnia può svolgersi nelle fasce orarie diurne o (più frequentemente) notturne. Generalmente la persona che ne usufruisce è del tutto autosufficiente, oppure beneficia di un caregiver.
Come è facile capire, fra le tipologie di assistenza domiciliare questa risulta la meno onerosa. La badante convivente AS ha uno stipendio mensile che parte da meno di € 1.000, cui vanno aggiunti tredicesima, ferie pagate, contributi INPS più INAIL, TFR, cassa Colf e scatti di anzianità (se l’assunzione data ad almeno 2 anni addietro), vitto e alloggio.
Il totale parte quindi dai 1.200 euro. In caso di ore di straordinario queste saranno compensate con una maggiorazione del 20%, 50% o 60% a seconda della fascia oraria e del giorno. Qualora invece si crei una necessità di assistenza nell’orario previsto (ad esempio l’anziano deve recarsi numerose volte in bagno) occorre calcolare un aumento del 10% per ogni ora.
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Badanti notturne
Le badanti impegnate nel servizio notturno lavorano nella fascia oraria che va dalle h 20 alle 8, salvo esigenze diverse dell’assistito (ad esempio per includere la cena si può anticipare l’orario alle 19). Come sempre l’orario e la durata dell’impegno sono in funzione dell’accordo tra datore di lavoro e caregiver.
E’ facile intuire che le prestazioni richieste per l’orario notturno sono incentrate esclusivamente sulla cura della persona e non della casa. In genere si tratta di anziani con problemi di salute che comportano la necessità di un’assistenza continuata. Oppure, meno frequentemente, sono soggetti autonomi che vogliono evitare di dormire da soli e per questo assumono una badante che rimanga presente pur non facendo altro. Vediamo i vari casi.
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Convivente a tempo pieno: a disposizione in caso di necessità o emergenze
La badante convivente a tempo pieno rappresenta la tipologia di assistenza domiciliare più adatta per chi ha bisogno di un sostegno quotidiano continuo. E’ vitale sapere, però, che la caregiver full time non può lavorare ininterrottamente dalla mattina fino alla mattina successiva, ma ha un tetto massimo di attività fissato a 10 ore.
Se il datore di lavoro lo richiede può scegliere di prolungarlo con lo straordinario per un’ulteriore ora, non oltre. Se assunta per il giorno la notte riposa: il CCNL stabilisce che sia libera dal servizio per almeno 11 ore di fila. Rimane però in presenza. Cosa significa? Che in caso di bisogno occasionale dell’assistito, oppure al verificarsi di un’emergenza medica è tenuta ad attivarsi.
Se la seconda evenienza è facile da comprendere, definire la prima appare più laborioso. Il confine tra necessità sporadica e abituale può risultare soggettivo, per questo noi consigliamo di usare il buon senso. Dato che la badante convivente a tempo pieno ha diritto al riposo, una richiesta saltuaria è quella che comunque non le impedisce di usufruirne, come ad esempio accompagnare l’anziano nella stanza da bagno 1-2 volte per notte.
Viceversa chiamarla ogni 20 minuti oppure per un servizio extra prolungato si può qualificare come interruzione del riposo, e l’assistente ha diritto a recuperarlo e al versamento di una retribuzione con la maggiorazione prevista per l’orario notturno.
Altra alternativa è l’assunzione di una seconda badante per la notte, posto che la famiglia disponga delle risorse economiche (Approfondimento: “Breve guida per assumere una badante: Quanto costa mediamente e quali contratti si applicano per l’assistenza domiciliare”).
L’obbligo dell’assistente familiare di attivarsi per interventi notturni occasionali naturalmente non le impedisce, quando ha il giorno libero, di dormire fuori, se vuole farlo. L’assistito che prevede di avere necessità di un aiuto notturno dovrà quindi provvedere diversamente perché il diritto della badante è inalienabile. Questo fatto salvo eventuali emergenze e la contemporanea assenza di un altro caregiver (parente, seconda badante).
I trattamenti riabilitativi a casa sono l’opzione preferita dagli anziani

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Badante con presenza notturna: prestazioni di attesa
Le famiglie in cerca di badanti talvolta fanno confusione sulle tipologie di assistenza domiciliare notturna. Che può essere attiva o passiva, vale a dire intesa come solo atto di presenza.
Esattamente, il CCNL descrive il ruolo della badante in presenza notturna come mera permanenza in una fascia oraria situata tra le h 21 e le 8 nella casa dell’assistito. La badante As avrà una stanza a disposizione per dormire o sistemazione equivalente.
Che cosa si può chiedere a questa tipologia di assistente per anziani? Una chiacchierata prima del sonno, la preparazione di un infuso o pochi attimi di veglia quando magari l’assistito autosufficiente si reca in bagno ma desidera mantenere in allerta qualcuno in caso di incidenti, per esempio. Nell’evenienza che occorra invece un qualche intervento assistenziale è fatto obbligo al datore di lavoro pagare all’assistente familiare le ore operative come aggiunta allo stipendio mensile (il parametro di riferimento è l’assistenza fornita da una badante a ore).
Anche questa figura professionale usufruisce del riposo settimanale, che corrisponde ad almeno 1 notte su 7. Il contratto di assunzione prevede la convivenza, che di fatto può essere solo formale. Oltre all’alloggio è incluso il vitto: colazione e cena. Il monte orario settimanale può arrivare a 54 ore, proprio come la badante convivente attiva di giorno.
La retribuzione della badante in presenza passiva è nettamente inferiore a quella degli altri livelli di inquadramento. Anche a lei occorre però pagare ferie, contributi, TFR, malattia e tredicesima.
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Assistente notturna: prestazioni discontinue notturne di cura alla persona
Un’alternativa all’assistente familiare di sola compagnia è la badante assunta con contratto di prestazioni discontinue notturne di cura alla persona. Questa definizione indica le tipologie di assistenza domiciliare in cui la caregiver pernotta a casa dell’anziano, solitamente in una camera a usufrutto esclusivo, proprio come la badante in presenza notturna.
Ma a differenza di questa può essere impegnata in un aiuto attivo all’assistito anche più volte nel corso della notte. Il suo livello di inquadramento può essere BS, CS o DS. Il primo indica che la badante può assistere 1-2 soggetti autosufficienti, il 2° e il 3° che assiste 1-2 persone non autosufficienti. Oppure, se l’assistito ha una patologia impegnativa, sempre e solo uno. In genere la badante in servizio attivo notturno si assume proprio in quest’ultima evenienza (Approfondimento: “Assistenza anziani a domicilio”).
Anche in questo caso l’inquadramento prevede la convivenza e il vitto, costituito da colazione e cena. L’orario di lavoro è incluso nella fascia oraria 20-8, con un tetto massimo a settimana di 54 ore. Generalmente si suddividono in 5-6 notti di 8 ore ciascuna, mentre la settima è libera.
Il compenso della badante che svolge la sua attività in modalità prestazioni discontinue notturne di cura alla persona è lievemente superiore a quello della badante di uguale livello che lavora di giorno.
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Badante per una sola notte: prestazioni di assistenza notturna occasionale
Non solo assistenza continuativa: sovente la richiesta di una badante per la notte è occasionale, limitata al servizio di una singola notte. Capita magari perché il parente caregiver ha un impedimento temporaneo, oppure la persona da assistere ha un’infermità acuta o si trova in un luogo di cura. In queste situazioni, fra le molte tipologie di assistenza domiciliare, la più indicata risulta il contratto per assistenza notturna occasionale.
Questi prevede il ricorso alla badante ad ore. L’orario di lavoro è compreso fra le 20 e le 8 della mattina seguente, sarà il committente a indicare la fascia oraria precisa. Sul versante retributivo ricorda che le ore notturne (h22-6) si pagano con una maggiorazione del 20%.
Non soltanto assistenti familiari: anche i servizi infermieristici domiciliari sono molto richiesti

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Badante non convivente a ore: straordinario notturno
Il datore di lavoro che ha assunto una badante non convivente per servizio diurno può saltuariamente necessitare di ulteriori ore lavorative. Se accade per la notte, ossia fra le ore 22 e le 6 di mattina, tale straordinario dovrà essere retribuito con un 50% in più all’ora.
Qualora capitasse in un giorno festivo l’incremento orario ammonterà invece al 60% per tutto l’arco orario. La somma delle ore giornaliere data da lavoro ordinario + straordinario deve comunque mantenersi uguale o inferiore a 9.
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Badante assistenza a persone autosufficienti
Molti anziani ancora in grado di provvedere a sé stessi scelgono di assumere una badante per garantirsi la sicurezza di avere un sostegno quotidiano. Possono sfruttarlo per affrancarsi dai compiti diventati gravosi, per evitare di isolarsi e garantirsi soccorso nella malaugurata evenienza di un infortunio o un malore.
Per esempio possono chiedere all’assistente familiare le pulizie domestiche, la spesa, la preparazione dei pasti e la guida dell’auto. Magari non guasta nemmeno un aiutino a rammentare le cose più importanti, come le eventuali terapie da assumere o le visite mediche da effettuare.
E poi come anticipato c’è il vantaggio di non sentirsi soli, che talvolta è l’unica esigenza di chi vive solo. Per fornire una soluzione ottimale a questi bisogni troviamo 2 specifiche tipologie di assistenza a domicilio.
Una è studiata per alleviare la solitudine senza ridurre in alcun modo l’autonomia della persona, l’altra risulta ideale per chi ricerca anche un aiuto pratico.
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Addetta alla compagnia (AS)
Nessun dubbio che nella terza età la compagnia di un altro essere umano è uno dei tesori più preziosi. Conforta, rende più piacevoli le giornate e serene le notti; senza contare che la presenza di qualcuno in casa qualora si verificassero infortuni o malesseri può fare la differenza sulle conseguenze.
La badante con livello di inquadramento AS fa proprio questo: garantisce la sua presenza negli orari e giorni indicati nel contratto. Può lavorare di giorno oppure di notte, come convivente (massimo 54 ore per settimana) oppure a ore (sola fascia diurna, limite settimanale: 40 ore). Dato che non deve svolgere particolari servizi ha una retribuzione inferiore alle altre tipologie di assistenza domiciliare; in caso di convivenza diurna o notturna le spettano comunque vitto e alloggio.
Se la badante addetta alla compagnia lavora di notte ha diritto a una sistemazione che le consenta il riposo. Generalmente una stanza accanto a quella dell’anziano è la soluzione più praticata. E’ lecito chiederne l’intervento per un semplice, sporadico aiuto come ad esempio preparare un infuso o regolare la temperatura della stanza, perché questo non influisce sul suo riposo complessivo.
Mentre se si verifica la necessità di un ripetuto intervento assistenziale vero e proprio (come può essere cambiare il pannolone) ha diritto al pagamento a parte (retribuzione su base oraria) della prestazione.
Fra le tipologie di assistenza domiciliare pubbliche più comuni spicca l’ADI

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Assistente (BS)
I compiti dell’assistente familiare BS riguardano in genere sia la persona dell’assistito che la cura dell’ambiente in cui vive. Su richiesta può quindi supervisionarlo nell’assunzione delle terapie orali, mantenerlo attivo accompagnandolo a fare passeggiate, a trovare amici e conoscenti, e in generale ovunque abbia impegni sociali, culturali, sportivi o di altro tipo.
Sovente, anche se l’anziano è autonomo, si fa pure carico della guida dell’auto (ovviamente chi necessita di questo servizio deve richiedere una badante con patente di giuda). Inoltre può provvedere alla pulizia e all’ordine della casa nonché a cucinare.
Non meno importanti la compagnia e il conforto che può dare all’assistito nell’eventualità che sia depresso o comunque avverta il peso della solitudine. Purtroppo, non sempre la famiglia si trova nelle condizioni di farlo, vuoi per ragioni geografiche che per il fardello di impegni quotidiani. Questo rende ancora più preziosa e insostituibile la presenza della badante, figura familiare a cui l’anziano tende ad affezionarsi.
Non scegliere a caso la badante per il tuo caro: un colloquio preliminare gratuito con noi ti consentirà di trovare l’assistente familiare più compatibile per lui/lei. Garantite referenze, certificazioni sanitarie/ soggiorno in regola, formazione idonea all’incarico. In più ti aiutiamo per le pratiche burocratiche e fiscali.
Gli orari di servizio della badante con inquadramento BS dipendono dal suo contratto: può essere assunta come assistente familiare convivente, a tempo pieno (54 ore) o part time (con tetto di 30 ore) In alternativa può lavorare a fasce orarie per un massimo di 40 ore settimanali in qualità di badante diurna.
In questo secondo caso il datore di lavoro sceglie esattamente il monte orario settimanale/quotidiano e gli orari per le peculiari esigenze dell’assistito. L’importante è che non siano sforate suddette 40 ore/settimana e le 8 ore/giorno.
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Badante assistenza a persone non autosufficienti
Quando un anziano o una persona con disabilità non è nelle condizioni di provvedere alle mansioni quotidiane e alla cura di sé è bene affidarsi a tipologie di assistenza domiciliare idonee: l’aiuto delle badanti di livello CS o DS può rivelarsi insostituibile.
Il servizio può essere continuativo, giorno e notte, richiedendo almeno 2 badanti, oppure può bastare una badante convivente che rimanga in presenza quando non lavora, o infine l’assistente può alternarsi con un familiare, posto che ce ne sia uno in grado di occuparsi regolarmente del proprio congiunto. In base alla singola situazione è possibile assumere una collaboratrice senza specifica formazione oppure con competenze specifiche.
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Non formato professionalmente (CS)
La scelta di una badante di livello CS, ossia non formata professionalmente, ha il vantaggio di risultare finanziariamente meno onerosa del livello DS. A titolo puramente indicativo il risparmio mensile può aggirarsi sui 4-500 euro. Questa figura assistenziale può dedicarsi alla cura di un soggetto le cui necessità vertono per esempio in un sostegno per alimentarsi, lavarsi, camminare o muoversi in carrozzina, o ancora per i cambi di pannolone e la puntualità nell’assunzione della terapia orale.
Questa badante può naturalmente provvedere anche alla cura della casa. Il calendario lavorativo settimanale varia in funzione degli accordi presi con il datore di lavoro. Questi a sua volta può disporre un orario personalizzato ma in conformità a quanto indicato dal CCNL applicato al lavoro domestico, come descritto nei paragrafi precedenti per le caregivers conviventi e non conviventi. L’assistente familiare CS infatti può essere l’una o l’altra.
Lo stipendio come già indicato è inferiore a quello di una badante formata, ma ovviamente superiore a quello di un’assistente per anziani che segue soggetti autosufficienti. Oltre alla paga base ha diritto a un’indennità per l’assistenza a persone non autonome.
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Formato professionalmente (DS): Badanti specializzate per pazienti Alzheimer, Parkinson, Cure palliative e malati terminali
Le badanti DS vantano una preparazione specifica per l’assistenza a persone malate, frutto di un corso teorico-pratico di almeno 500 ore. Tale formazione consente loro di gestire come necessario pazienti con gravi patologie come il Parkinson, l’Alzheimer (Approfondimento: “Assistenza per malati di Alzheimer: Il ruolo della badante e le cure domiciliari”) e altre malattie invalidanti.
Per capire perché è utile basta pensare alle difficoltà motorie di un individuo con Parkinson avanzato, che ne rendono impegnativa la movimentazione, oppure la difficile interazione con un malato di Alzheimer che manifesta afasia e amnesia. I familiari di chi presenta queste o altre condizioni gravi conoscono bene la frustrazione di un caregiving “a tentoni”, e certo possono apprezzare quanto l’assistito il servizio della badante formata professionalmente.
Naturalmente anche questa figura professionale opera nei limiti del suo contratto. Questi prevede un orario a tempo pieno di 54 ore, come lavoro diurno oppure notturno, o in alternativa l’assistenza senza convivenza per un limite di 40 ore a settimana.
La paga mensile dell’assistente domiciliare con inquadramento DS è più sostanziosa in virtù delle responsabilità del suo operato.
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Assistenza domiciliare pubblica o privata
Chi presenta particolari patologie o condizioni di fragilità, anche sociale, ha diritto a usufruire dell’assistenza domiciliare pubblica. Oppure può volontariamente optare per una forma assistenziale privata.
Non di rado le 2 alternative non sono esclusive ma anzi si associano per garantire il massimo sostegno a chi necessita di assistenza a casa. Oltre alla badante le figure professionali interessate sono l’infermiere e l’operatore socio-sanitario.
Com’è intuibile, fra le tipologie di assistenza domiciliare pubblica e quelle private corrono delle differenze. Nelle prime prevale l’attenzione al versante sanitario, con cure gratuite garantite. Il supporto socio-sanitario non manca, ma l’esenzione dal pagamento del servizio riguarda solo chi versa in condizioni di disagio economico.
Nell’assistenza privata spicca la qualità del servizio e l’attenzione alle esigenze del singolo individuo. Nel settore socio-sanitario il privato diventa la scelta obbligata in moltissimi casi, non essendoci una figura analoga alla badante convivente nel servizio pubblico.

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Assistenza domiciliare privata
Il primo grande vantaggio dell’assistenza privata a domicilio è la totale flessibilità in termini di orari. Chi se ne avvale può decidere un ingaggio per prestazioni diurne, notturne, feriali, festive, a tempo pieno o nelle fasce orarie più vicine alle proprie esigenze.
Le figure professionali di riferimento sono diverse e possono corrispondere egregiamente ai vari bisogni. Puoi assumere un OSS, un infermiere, un infermiere specializzato (ad esempio in geriatria) oppure naturalmente un badante.
Questa tipologia di supporto a domicilio, che chiunque può richiedere, garantisce la qualità desiderata e la premura da cui qualche volta (solo qualche volta!) il personale sanitario pubblico si autoesenta. D’altro canto il costo ricade sul privato.
Quando il bisogno assistenziale è sul lungo periodo molte famiglie devono decidere come gestire il budget.
Per fortuna in molti casi si può ricorrere a una soluzione mista pubblico-privata, cui si aggiungono gli sgravi fiscali (Approfondimento: “Breve guida per la detrazione fiscale delle spese per l’assistenza domiciliare”) e vari aiuti pubblici e non. Questi possono consistere in bonus statali, comunali o regionali, assicurazioni private, etc.
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Servizio di assistenza domiciliare (SAD)
Fra i servizi erogati a domicilio dal Servizio Sanitario Nazionale troviamo il SAD, che possiamo grosso modo definire come la versione pubblica della badante DS diurna. Il Servizio di Assistenza Domiciliare è rivolto alle categorie fragili sul piano sanitario e/o sociale: anziani non autonomi, disabili psichici, persone con handicap che ne riducono l’autonomia, etc.
Ad erogare le prestazioni in oggetto sono gli OSS oppure gli ASA. I loro compiti, in funzione della specifica situazione, possono annoverare la preparazione e l’aiuto ai pasti, l’igiene della persona, la pulizia dei locali dell’abitazione, lo svolgimento delle commissioni fuori casa, la supervisione della terapia farmacologica, la movimentazione, nonché compagnia e sostegno emotivo.
La SAD è gratuita? Dipende dall’ISEE del richiedente. Un reddito basso può consentire la gratuità del servizio anziché una partecipazione della spesa oraria, con parametri diversi a seconda del Comune di residenza. La domanda per usufruirne va fatta alle assistenti sociali tramite un modulo dedicato.
Da tenere a mente che si può anche richiedere il servizio privatamente pagando le prestazioni di un OSS per intero. In questo caso però l’esborso è in linea di massima maggiore di quello di una badante. In compenso ci si garantisce un servizio di ottimo livello. L’erogazione della SAD può essere anche su base temporanea.
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Assistenza domiciliare programmata
Nell’ambito dei percorsi assistenziali forniti dal SSN l’ADP, o Assistenza Domiciliare Programmata, risulta utile per monitorare e garantire le cure a soggetti fragili senza prelevarli dal loro domicilio (o quantomeno limitando il più possibile i trattamenti extra domiciliari). I destinatari sono persone molto avanti con l’età, disabili e chiunque abbia obiettivi e rilevanti problemi negli spostamenti.
Le ricadute positive dell’ADP sono diverse. Per ogni beneficiario c’è il sollievo di ricevere le visite necessarie senza lo stress e la fatica di raggiungere i presidi sanitari, fattore importante quanto il sollievo di poter rimanere nella propria abitazione. Per il SSN grazie a queste tipologie di assistenza domiciliare si realizza un risparmio grazie al ridotto ricorso all’ospedalizzazione dei soggetti fragili.
In concreto l’assistenza domiciliare programmata consiste nel monitoraggio regolare del paziente da parte del medico di base, che è anche colui che richiede l’attivazione del servizio, nonché nell’eventuale intervento di altri professionisti sanitari come ad esempio gli infermieri.
Il servizio è gratuito e dal momento dell’attivazione può durare fino a un anno, ripetibile. Questa tipologia di assistenza, essendo rivolta a individui fragili, si associa generalmente al caregiving da parte di un familiare o una badante.
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Assistenza domiciliare integrata
L’ADI o Assistenza Domiciliare Integrata (Approfondimento: “Assistenza domiciliare integrata: in cosa consiste e requisiti necessari”) rappresenta un livello assistenziale rivolto a pazienti con gravi patologie, croniche e/o altamente invalidanti, eventualmente anche in condizioni di disagio sociale.
Tra i beneficiari possiamo individuare i malati terminali, i soggetti affetti da sclerosi multipla avanzata, Alzheimer, Parkinson, oppure grandi vecchi con affezioni importanti come cirrosi epatica, nefrosi, etc. In generale l’ADI è pensata per chi richiede cure settimanali continuative. Per fare qualche esempio dei più comuni: medicazioni, terapia iniettiva, fisioterapia, cure palliative, nonché supporto per l’alimentazione e l’igiene personale.
Questa tipologia di assistenza a domicilio si articola su 3 livelli a seconda di come sono inquadrabili i destinatari:
- primo e secondo livello: i beneficiari hanno difficoltà a ricevere le cure continuative necessarie in contesti extra domestici, ma non manifestano particolari criticità e l’ADI viene erogata solo nei giorni feriali oppure anche il sabato, ma non la domenica;
- terzo livello: questa tipologia di assistenza domiciliare è dedicata ai soggetti più gravi, generalmente si estende 7 giorni su 7.
Le figure sanitarie coinvolte sono il curante di base, medici specialisti, infermieri, fisioterapisti e assistenti sanitari domiciliari. L’accesso all’ADI si realizza con il tramite del medico di base e il servizio è gratuito. La durata delle prestazioni è in funzione del livello di assistenza domiciliare integrata, l’arco temporale massimo è un anno. In presenza di provata necessità però è ammesso il rinnovo.
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Ospedalizzazione domiciliare
L’OAD o ospedalizzazione domiciliare include tutti quei trattamenti sanitari che possono essere erogati in un nosocomio ma anche a domicilio, non richiedendo l’ausilio di strumentazione inamovibile a elevata complessità. L’OAD presenta un notevole vantaggio per la qualità di vita dei pazienti. Alcune statistiche sembrano infatti suggerire un recupero più rapido, oltre all’ovvio beneficio psicologico.
Ma a chi si rivolge questa forma di assistenza a casa erogata dal servizio sanitario nazionale? In primis ai malati convalescenti in dimissioni protette: soggetti con gravi patologie respiratorie, scompenso cardiaco, malattie oncologiche, pazienti che hanno subito un intervento chirurgico importante, etc. I trattamenti possono annoverare trasfusioni, terapia endovenosa, emodialisi e in generale cure per il superamento di fasi acute di concerto con esami diagnostici come ecografie ed ECG.
L’ospedalizzazione domiciliare infatti, fra le varie tipologie di assistenza domiciliare, è quella che prevede il sostegno globale sanitario più intensivo con il coinvolgimento del medico ospedaliero, dell’infermiere e di altre figure sanitarie che operano a domicilio per periodi massimi di 60 giorni.
Oltre alla presenza domiciliare diurna, attualmente l’OAD si avvale anche della telemedicina. Il servizio fornito non esclude la presenza di un’assistente familiare, in quanto le condizioni del paziente richiedono generalmente una presenza e un sostegno continuato almeno fino alla guarigione.
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