Come effettuare la detrazione fiscale badante
Un aiuto finanziario importante su cui contano quanti assumono una caregiver professionista è la detrazione fiscale badante. Questa consente il recupero di una parte delle spese per l’assistenza domiciliare. Lo sgravio si realizza sotto forma di una riduzione dell’importo da versare all’erario. Le modalità sono 2, ossia la detrazione vera e propria e la deduzione.
L’entità della somma complessivamente recuperabile risulta condizionata da molteplici fattori. Quelli di maggiore rilievo sono il reddito, il costo totale sostenuto, l’appartenenza o meno a una categoria protetta a causa di deficit di autonomia.
Conoscere come avvalersi della detrazione fiscale badante è fondamentale per ammortizzare il costo del servizio di assistenza a domicilio. Inoltre consente di valutare quale spesa si è in grado di sostenere al netto del recupero. Effettuare correttamente la procedura di decurtazione dell’importo tramite la dichiarazione dei redditi è altrettanto importante. Mette infatti al riparo da eventuali sanzioni per ommissioni o irregolarità amministrative, poco importa se del tutto involontarie.
Se vuoi conoscere quali benefici fiscali ti spettano, anche eventualmente cumulativi tra loro e con altri aiuti (Approfondimento:“Quali aiuti economici esistono per la assistenza domiciliare”) siamo pronti a spiegartelo.
Assistente familiare appena assunta con l’anziana che segue

Indice articolo
- 1.Detrazione fiscale delle spese di assistenza
- 2.Requisiti
- 3.Limite di spesa detraibile
- 4.Documentazione da presentare per fruire della detrazione
- 5.Deduzione fiscale delle spese di assistenza e contributi badanti
- 6.Spese mediche e Assistenza specifica
- 7.Deduzione dei contributi per la badante
Detrazione fiscale delle spese di assistenza
La possibilità di detrarre fiscalmente le spese di assistenza per anziani, disabili e malati può riguardare sia il servizio domiciliare che il sostegno ricevuto da una badante in ospedale, RSA o altra struttura. La detrazione però è subordinata alla sussistenza di alcune condizioni inderogabili da parte dei datori di lavoro. Inoltre presenta un tetto massimo di spesa detraibile, come specificato dall’Agenzia delle Entrate. Ecco come stanno le cose.
Badante adibita al sostegno di una persona non autonoma, che sfrutta le agevolazioni fiscali per recuperare parte del costo del caregiving

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Requisiti
Per ottenere dall’erario uno sgravio fiscale sui costi derivati dall’assistenza domiciliare alla persona occorre possedere alcuni requisiti indicati espressamente. Ecco quali sono:
- la persona deve presentare una condizione di non autosufficienza. E’ indice della stessa, per esempio, l’impossibilità a nutrirsi da soli, a provvedere alla propria igiene, a deambulare autonomamente oppure a maneggiare oggetti (tali deficit non devono necessariamente essere tutti presenti);
- il reddito del soggetto che vuole usufruire della detrazione fiscale badante non deve superare i 40.000 euro;
- le spese sostenute per l’assistenza domiciliare devono essere tracciabili (bonifico, postagiro, pagamento con carta di credito, di debito o carta conto, assegno);
- l’assunzione dell’assistente familiare deve essere documentabile e conforme alle disposizioni in materia di lavoro domestico. E’ fondamentale insomma che sia stato stipulato un contratto regolare;
- l’assistente per anziani deve possedere un inquadramento di livello CS o DS (Approfondimento: “Quali sono le diverse tipologie di assistenza domiciliare?”).
Una buona notizia è che, come già anticipato, la detrazione fiscale badante non riguarda soltanto le spese sostenute per l’assunzione di un’assistente familiare privata attiva presso il domicilio. Tale forma di recupero infatti si estende anche alle prestazioni che la caregiver può avere erogato in altra sede, come ad esempio un ospedale, e in forma indiretta tramite agenzia di somministrazione. Sono altresì ammesse allo sgravio fiscale le spese per prestazioni di assistenza socio-sanitaria o infermieristica, anche occasionale, a persone non autonome.
Per recuperare parte dei costi badante con la dichiarazione dei redditi occorre ovviamente che la lavoratrice sia regolarizzata

Il supporto per l’igiene personale a domicilio è un servizio detraibile fiscalmente

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Limite di spesa detraibile
La detrazione fiscale delle spese per l’assistenza domiciliare ha un tetto massimo di importo detraibile fissato dall’Agenzia delle Entrate in € 2.100. Questo totale (o uno inferiore) si ottiene sottraendo il 19% alla spesa annuale sostenuta. Come già specificato occorre però che il reddito del datore di lavoro della badante (Approfondimento: “Breve guida per assumere una badante: Quanto costa mediamente e quali contratti si applicano per l’assistenza domiciliare”) non superi i 40.000 euro complessivi. Da rammentare che secondo le disposizioni vigenti vanno inclusi nel calcolo anche le somme derivate da affitti in regime di cedolare secca.
La riduzione fiscale si estende anche agli esborsi effettuati dal richiedente per l’assistenza di un familiare. E’ essenziale anche in questo caso che si tratti di persona non autosufficiente (Approfondimento: “Assistenza anziani a domicilio”), non importa che risulti fiscalmente a carico oppure no, e neppure che l’assistenza sia concomitante a quella sostenuta per un altro membro della famiglia. E’ infatti concesso annettere i pagamenti effettuati per più familiari. La condizione di non autosufficienza deve però essere documentata per ognuno, e l’importo cumulativo sul quale applicare la detrazione rimane sempre quello di € 2.100.
Da sapere, anche, che non risulta necessario che il rapporto di lavoro con l’assistente familiare sia diretto, ossia che la famiglia risulti il datore di lavoro dell’assistente familiare. Quindi puoi includere le spese di assistenza con contratto stipulato tramite agenzia interinale o cooperativa di servizi socio-sanitari, nonché l’assistenza tramite casa di cura. Ma presta attenzione a indicare l’esatta natura dei servizi ricevuti.
Gli anziani non autosufficienti usufruiscono di maggiori benefici fiscali

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Documentazione da presentare per fruire della detrazione
Come per ogni altro adempimento burocratico, anche per la detrazione fiscale badante è vitale presentare tutta la documentazione richiesta. In dettaglio occorre allegare:
- le fatture o ricevute dei pagamenti rilasciate dall’assistente familiare. Affinché siano valide ricorda di verificarne la corretta compilazione, che deve includere il codice fiscale e la firma;
- i dati anagrafici e i codici fiscali del datore di lavoro e del badante; nel caso la detrazione riguardi altri familiari è necessario riportare anche gli analoghi dati di questi ultimi;
- certificato medico attestante la condizione di non autosufficienza del fruitore dell’assistenza domiciliare;
- nell’evenienza che le prestazioni siano state effettuate da case di cura o riposo, agenzie interinali o cooperative si rende indispensabile che il documento di pagamento specifichi la precisa natura del servizio reso e l’importo ad esso riferito, distinguendolo da eventuali altri servizi erogati;
- quando si includono nella detrazione fiscale delle spese per l’assistenza domiciliare quelle sostenute per servizi usufruiti da altra persona di famiglia, è necessaria l’autocertificazione attestante che il congiunto appartiene alla categoria ammessa allo sgravio con tale modalità (articolo 433 del Codice Civile).
La detrazione fiscale della badante può riguardare anche l’assistenza per coppie o per un familiare a carico

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Deduzione fiscale delle spese di assistenza e contributi badanti
Oltre alla detrazione fiscale chi assume un’assistente domiciliare privato ha diritto alla deducibilità delle spese di assistenza e dei contributi versati per i badanti. Ricordiamo, per chi fosse completamente digiuno in materia fiscale, che per deduzione s’intende quell’operazione che sottrae la quota detta appunto deducibile dal reddito oggetto di imposizione tributaria.
Se ad esempio il reddito è € 10.000 ed esiste una somma deducibile di € 1.000 si esegue la sottrazione di quest’ultima; in tal modo le imposte da pagare si calcoleranno soltanto sui 9.000 euro restanti del reddito. Nella detrazione invece si calcola lo sgravio nella percentuale ammessa dall’Agenzia delle Entrate, riferito al costo sostenuto. Se la spesa è ad esempio di € 1.000 come nella situazione ipotetica illustrata nella deduzione, si ottiene un recupero di € 190 (19% di 1.000 euro). La somma sarà portata a credito nel momento di versare le imposte IRPEF.
Nel caso in esame c’è da sapere, come prima cosa, che la deduzione interessa tutti i contribuenti che abbiano effettuato esborsi per il versamento di contributi agli assistenti domiciliari privati oppure che abbiano sostenuto spese mediche (nelle modalità indicate nel prossimo paragrafo). Questo meccanismo quindi si differenzia della detrazione fiscale al 19% che riguarda soltanto i soggetti non autosufficienti e con limiti reddituali. Come puoi immaginare però, anche nel caso della deduzione occorre documentare le spese sostenute tramite pagamento tracciabile e, naturalmente, aver assunto con regolare contratto il badante, italiano o straniero che sia (Approfondimento: “Badante straniera: Scenari possibili per assumere una badante extracomunitaria”).

La detrazione fiscale badante è fondamentale per molti pensionati bisognosi di assistenza

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Spese mediche e Assistenza specifica
Un’efficace forma di risparmio per il cittadino che sostiene spese sanitarie è la deduzione applicabile ai costi dei farmaci e dei servizi sanitari ricevuti. Più precisamente sono ammessi alla deduzione:
- l’acquisto di farmaci e di servizi medici generici;
- l’assistenza specifica verso disabili (ad esempio da parte di infermieri e fisioterapisti, educatori professionali, terapisti occupazionali, etc.).
Il pagamento anche in questo caso, neanche a dirlo, deve risultare tracciabile. Nel caso di farmaci per rendere valida la deduzione occorre il cosiddetto “scontrino” parlante, ossia la descrizione particolareggiata del medicinale acquistato: numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC), quantità. Associato a tali dati deve esserci il codice fiscale del cittadino. E se ci sono acquisti effettuati all’estero?
In realtà le regole non cambiano, l’importante è ricordarsi di conservare lo scontrino parlante. Vale anche per i servizi. Un dettaglio da conoscere riguarda però l’obbligatorietà di traduzione in italiano dei dati indicati sullo scontrino.
La deduzione per spese sanitarie include anche le somme sborsate in tale ambito per beneficiari terzi ammessi a questo meccanismo dal codice civile art. 433. Nel novero risultano inclusi fratelli e sorelle, coniugi, figli, nipoti, genitori, suoceri, generi e nuore.
Forse ti starai chiedendo se gli esborsi per spese sanitarie diverse da quelle descritte siano anch’esse in qualche modo deducibili. In realtà no, però ti danno il diritto a una riduzione dell’esborso IRPEF del 19%, esattamente come per la detrazione fiscale delle spese per l’assistenza domiciliare.
Tra i costi detraibili troviamo le visite mediche specialistiche, gli interventi chirurgici e le analisi mediche. Sulle spese sostenute citate si applica però una franchigia, che attualmente corrisponde a € 129,11. In pratica, effettui la detrazione soltanto sull’eccedenza rispetto a questo ammontare. Il limite massimo di costi detraibili è attualmente fissato a 15.493,71 euro, che possono essere anche suddivisi in 4 tranche di sconto.
Anche altre spese godono dei medesimi vantaggi della detrazione fiscale delle spese per l’assistenza domiciliare. Vale a dire uno sgravio fissato al 19% sull’intero costo sostenuto. Qualche esempio: autovetture per disabili (fino a un tetto di poco superiore ai 18.000 euro), dispositivi digitali e protesi ortopediche, costi di trasporto tramite mezzi attrezzati come ad esempio le ambulanze.
Per la detrazione di spese sanitarie derivate a farmaci, visite, etc. ma sostenute per altri familiari c’è da distinguere tra quelli che risultano fiscalmente a carico e quelli che non lo sono. Per i primi valgono le stesse regole applicate per il contribuente medesimo.
Ricordiamo che sono classificati a carico i congiunti con reddito complessivo non superiore a € 2.840,51 o, nel caso di figli che non abbiano ancora compiuto i 24 anni di età, di 4.000 euro. Per i secondi, vale a dire coloro che non sono a carico del contribuente che richiede la detrazione, esiste la possibilità di ottenere lo sgravio fiscale al 19% soltanto per gli esborsi correlati a malattie che comportino l’esenzione del ticket sanitario. Ciò può avvenire quando i familiari in questione risultino incapienti.
Cosa significa? In parole povere, che i medesimi non potrebbero detrarre integralmente a ragione del loro basso reddito. C’è però un massimale da non superare, che si attesta a € 6.197,48. E naturalmente la patologia esente da ticket deve risultare certificata dall’apposita Commissione Medica.
Una situazione a cui prestare attenzione onde evitare sanzioni riguarda il cambio di status di congiunti a carico nel corso dell’anno. In questo specifico caso non è possibile il recupero tramite detrazione da parte del contribuente e nemmeno del familiare (ovviamente per le spese relative a quest’ultimo).
Chi si avvale dei servizi badante tramite agenzia ha ugualmente diritto alla detrazione delle spese

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Deduzione dei contributi per la badante
La deduzione dei contributi INPS per la badante è un’importante risorsa per tutte le famiglie che hanno deciso di avvalersi dei servizi di una badante. La deduzione interessa i datori di lavoro di caregivers assunte con contratto regolare e per le quali sono stati versati come da disposizioni in materia i contributi previdenziali.
Nel novero sono quindi incluse sia le badanti conviventi che le badanti non conviventi. Entrambe le tipologie sono interessate dalla deduzione sia che siano state assunte con contratto a tempo pieno che con contratto part time.
Bisogna fare attenzione però che il costo passibile di deduzione è unicamente quello a carico del datore di lavoro, e non comprende quindi il versamento per conto della caregiver privata. Ti stai chiedendo a quanto ammonta la quota deducibile? Attualmente il tetto massimo da tenere a mente corrisponde a € 1.549,37.
In concreto, la deduzione si applica nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o PF). I contributi per la badante da prendere in considerazione sono quelli versati all’istituto di previdenza sociale nell’anno oggetto della dichiarazione. Siccome vale il principio di cassa (ossia l’esborso effettivo, anche se relativo a periodo diverso) si calcolano pure i contributi pagati a gennaio, pur se riferiti all’anno precedente. La deduzione non interessa invece i versamenti effettuati a cassa colf, l’ente che offre prestazioni socio-sanitarie integrative. La motivazione risiede nella finalità dei pagamenti contributivi effettuati a tale cassa, che riguardano servizi di natura mista (vale a dire non soltanto di tipo sanitario).
Badante qualificata per l’assistenza a soggetti non autonomi porta a passeggio un anziano

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